Dalla Ue ok a Sky "terrestre". Mediaset: faremo ricorso

TELEVISIONE

Via libera condizionato all'ingresso nel Dtt in virtù delle ''mutate condizioni di mercato'': News Corp potrà concorrere per un solo multiplex alla gara del dividendo interno e non potrà fare pay tv per 5 anni. Il viceministro Romani: decisione ingiustificata e grave

di Enzo Lima
Alla fine è arrivato l’ok. La Commissione europea ha autorizzato Sky Italia, filiale italiana di Newscorp, a partecipare alla gara per l'assegnazione delle frequenze per il digitale terrestre in Italia. In tal modo, la Commissione solleva Sky Italia da uno degli impegni assunti nel 2003, quando Newscorp ha acquisito la società nata dalla fusione di Stream e Telepiù. La decisione è stata presa dalla Ue in considerazione dei “cambiamenti significativi” avvenuti nel mercato televisivo italiano nel corso degli ultimi anni. La Commissione ha dunque ritenuto opportuno accogliere la richiesta di Sky Italia, pur limitando la sua offerta ad una sola frequenza e di limitarne l'operatività ai soli canali in chiaro per un periodo di cinque anni.

Una svolta storica per il mercato televisivo italiano, che non manca di suscitare violente reazioni. Mentre da Sky Italia fanno sapere di essere “estremamente soddisfatti” come dice l’ad Tom Mockridge, a Mediaset ci si prepara a dare guerra alla decisione: siamo sconcertati, dice il gruppo di Cologno Monzese: faremo ricorso - annunciano - alla Corte di Giustizia Ue.

Si dice “sorpreso” il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani che ritiene “ingiustificata e grave” la pronuncia della Ue perché non tiene in “benché minima considerazione” gli “effetti dirompenti sul mercato italiano, anche in termini di pluralismo” della modifica degli impegni imposti a Sky. “E' bene tenere presente - dice il viceministro - che per riservare 5 frequenze da destinare al dividendo digitale il nostro Paese ha, infatti, sottratto risorse frequenziali a ciascuno dei principali operatori nazionali (Rai, Mediaset e Telecom Italia media) e ha rinunciato (nelle aree già digitalizzate) e dovrà rinunciare ad assegnarle (nelle aree ancora da digitalizzare) agli altri operatori e a oltre 500 Tv locali”.

Favorevole alla pronuncia l’opposizione: “Una buona notizia per i telespettatori italiani - dice il responsabile comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni -. Arriva infatti da Bruxelles una possibile apertura del mercato della tv digitale terrestre che, nonostante le promesse, finora nessuno aveva visto”. Secondo Vincenzo Vita (Pd) si tratta di “Murdoch non è un rivoluzionare né un riformista, ma la sua entrata in scena può rappresentare una piccola boccata d'ossigeno per il pluralismo televisivo in Italia, compresso e soffocato dalla concentrazione Rai/Mediaset e dal conflitto d'interessi”.

Sul via libera la Commissione Ue si è spaccata nel corso di un vivace dibattito durato oltre 40 minuti. Contrari alla proposta del commissario per la concorrenza Joaquin Almunia il vicepresidente Antonio Tajani, il maltese John Dalli (consumatori), il francese Michel Barnier (mercato unico) e la greca Maria Damanaki (pesca).
In favore dell'ingresso di Sky sul Dtt sono invece intervenute Neelie Kroes (Aagenda digitale) e Viviane Reding (Giustizia e diritti umani). Alla fine del dibattito la proposta di Almunia è stata adottata per consenso, ma alcuni commissari hanno chiesto la messa a verbale della loro posizione contraria.

Secondo le condizioni dettate dalla Commissione Ue Sky dovrà trasmettere in chiaro e gratuitamente sul digitale terrestre per almeno cinque anni. In una nota la Commissione spiega che “News Corp si è inoltre impegnata a far partecipare Sky alla prossima gara puntando solo a uno dei cinque multiplex che saranno offerti”.

Nel comunicato viene sottolineato come l'assetto del mercato tv italiano sia cambiato rispetto al 2003, quando Bruxelles fissò i paletti per il via libera alla fusione tra Telepiu' e Stream, tra cui il divieto a entrare nel Dtt fino a fine 2011. Proprio grazie alle decisioni prese all'epoca dall'esecutivo comunitario su proposta di Mario Monti, “operatori alternativi - Mediaset, Telecom Italia/Dahlia - sono entrati nel mercato della pay-tv attraverso il Dtt, anche se Sky ha mantenuto una forte posizione sul satellite”.

Inoltre, osserva Bruxelles, “la piattaforma digitale è diventata rapidamente in Italia il principale mercato per il consumo di programmi televisivi ed è destinato a restare tale ancora per molti anni. E dal settembre 2008 una nuova piattaforma satellitare (Tivu'Sat) è stata realizzata da Rai, Mediaset e Telecom Italia ed è ora a disposizione dei consumatori”.

La Commissione rileva poi che la prossima gara per l'assegnazione dei multiplex è “un'occasione unica” per operatori come Sky Italia per entrare nel Dtt in concorrenza con le principali emittenti che oggi controllano la maggior parte delle frequenze: su 21 multiplex del digitale terrestre, ricorda Bruxelles, 16 sono già stati assegnati o stanno per esserlo e di questi sono 11 quelle in possesso dell'insieme di Mediaset, Rai e Telecom Italia.

20 Luglio 2010