Mosca contro Google: in arrivo il "motore di Stato"

STRATEGIE

E in Francia gli editori pronti a lanciare un aggregatore di news alternativo per "monetizzare" i contenuti web

di Margherita Amore
Un motore di ricerca statale per “filtrare” meglio le informazioni. Questa l’ultima iniziativa del Cremlino, che secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe deciso di censurare Google e Yandex (motore di ricerca russo), accusati di“imprecisioni” e “faziosità”, e di sostituirli con un proprio web search da imporre a enti pubblici, scuole e università e da far scaricare gratis su tutti i computer già al momento dell'acquisto sul territorio russo.

La notizia è apparsa ieri sul quotidiano russo Novaja Gazeta, ma il Cremlino non  ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. L’ideatore del progetto è Valerij Surkov, braccio destro del presidente Medvedev, favorevole ad introdurre correttivi per salvaguardare l’immagine dello Stato e limitare il più possibile la libertà d’espressione dell’opposizione. Dietro l’operazione ci sarebbe anche la volontà di vendicarsi dell’ “ex” russo Sergey Brin, cofondatore di Google e fuggito in occidente molti anni fa.

Guai in vista per Google anche in Francia, dove gli editori lo accusano di aver cannibalizzato i loro contenuti. I quotidiani transalpini hanno infatti deciso di fare da sè e si preparano a lanciare, entro la fine del 2010, un motore di ricerca sull’attualità alternativo a Google news, assieme a un’offerta di bouquet a pagamento multi-testata.
Lo ha reso noto, con un comunicato diffuso ieri in tarda serata, il Sindacato della stampa quotidiana nazionale francese (Spqn), spiegando che “la monetizzazione dei contenuti web, portata avanti in concertazione da diversi tipi di stampa, sarà al centro delle priorità”.

I giornali francesi si lamentano da tempo delle quote di mercato pubblicitario che Google sottrarrebbe loro diffondendo i contenuti dei loro siti ma, spiega il quotidiano Les Echos, “preferirebbero evitare di dover ricorrere alla giustizia, come hanno fatto i giornali belgi o italiani”.
In Italia infatti gli editori per difendere i propri interessi, hanno fatto ricorso all’Antitrust, denunciando la società di Mountain View per abuso di posizione dominante.

21 Luglio 2010