Pirateria, sull'Acta braccio di ferro Usa-Ue

CONTRAFFAZIONE ONLINE

Gli Stati Uniti negano la pubblicazione (sul sito della Ue) del risultato dei negoziati di agosto sull'accordo anti-contraffazione. In ballo la linea dura con chi viola le norme sul diritto d'autore

di Patrizia Licata
Sembra infittirsi il velo di segretezza che circonda l’Acta, l’accordo globale anti-contraffazione (Anti-counterfeiting trade agreement), in fase di discussione tra le potenze mondiali, compresa l’Unione europea. Secondo fonti dell’Ue, i rappresentanti degli Stati Uniti che partecipano ai negoziati avrebbero negato ai loro colleghi europei l’autorizzazione a pubblicare online la bozza dell’accordo stilata dopo gli incontri di agosto.

La Commissione europea, più volte pressata nei mesi scorsi da diversi gruppi di interesse e dal Parlamento europeo a rivelare maggiori particolari sull’accordo, ha informato ieri gli europarlamentari sull’esito dei negoziati del mese scorso. Il Parlamento dovrà dare il proprio voto sull’Acta alla fine dell’anno ed è naturale che voglia saperne di più. "La trasparenza è un valore fondamentale per l’Europa e faremo pressione sui nostri partner perché siano anch’essi trasparenti”, ha dichiarato un europarlamentare austriaco, dei Verdi, sul sito EurActiv.

I contenuti dell’Acta, sempre circondati da una cortina di segretezza, hanno destato più di un sospetto tra le lobby europee, che temono che il documento voglia attribuire forti poteri ai governi per combattere non solo la pirateria commerciale ma anche il semplice scambio di files su Internet del tipo peer to peer. La linea dura non piace all’Europa: anche dal Telecoms Package la cosiddetta politica dei tre colpi (taglio della connessione Internet per chi viene sorpreso per la terza volta a scaricare illegalmente files), che faceva parte delle ipotesi ventilate inizialmente, è stata rimossa nel testo finale.

Secondo fonti del Parlamento Ue, basterebbero piccole modifiche all’Acta per consentire ai singoli governi di legiferare sulla pirateria a propria discrezione. Gli Stati Uniti, che calcolano di perdere un fatturato del valore di 13 miliardi di euro ogni anno a causa della vendita di copie pirata di film, musica, software e altro materiale protetto da copyright, adotteranno probabilmente il polso di ferro. I negoziati per l’Acta riprenderanno questo stesso mese in Giappone.

02 Settembre 2010