Nel 2008 chiuse 500 videoteche. Esercenti contro il p2p

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Nel 2008 hanno chiuso 500 videonoleggi ed i pronostici per il 2009 sono ancora peggiori. In seguito a queste chiusure sono andati persi 40 milioni di euro di investimenti - 75 mila euro per ogni esercizio commerciale - ed i fatturati delle videoteche hanno subito una perdita del 50% in 3 anni; ''in queste condizioni non e' auspicabile pensare ad una durata del nostro settore che vada oltre i 2 anni di tempo. Cio' causera' la disoccupazione di 6000 persone'', dichiara Davide Caviglia, titolare di un punto di videonoleggio, oggi in rappresentanza della categoria delle videoteche d'Italia.

Con lui oggi sono arrivati a Roma centinaia di esercenti provenienti da tutta Italia, per invocare sostegno al settore ed un tempestivo intervento legislativo diretto a bloccare la pirateria in rete e regolare l'accesso ai contenuti protetti da copyright su Internet. Durante il convegno, inoltre, sono stati ricordati i dati raccolti dalla Fapav in collaborazione con Ipsos presentati la settimana scorsa, che hanno reso chiaro, tra le altre cose, come circa 250 mila persone, la cui occupazione ruota intorno al mondo del cinema, rischiano di perdere il lavoro.

Infine i video noleggiatori hanno chiesto che anche in Italia siano messe in atto reali politiche risolutive nei confronti del grave problema rappresentato dalla pirateria.

Sono stati ricordati il caso della Francia, con la cosiddetta ''Dottrina Sarkozy'' dei tre ''warning'' a chi scarica illegalmente online prima di procedere all'interruzione della connessione Internet, nonche' la Svezia, dove sono appena stati condannati i quattro responsabili del sito Pirate bay, la Nuova Zelanda e il Giappone, paese in cui i quattro gestori di connettivita' hanno stretto un accordo con l'industria del copyright che promette una dura lotta contro chi scarica illegalmente in rete.

21 Aprile 2009