Web radio, stop alla profilazione occulta

PRIVACY

Il Garante della Privacy vieta il trattamento dei dati personali degli ascoltatori raccolti senza una corretta informativa

Stop alla profilazione “occulta” degli ascoltatori che si registrano sui siti delle web radio per pubblicare video, foto, brani musicali e partecipare a concorsi a premi online.

Il no arriva dal Garante della privacy che ha vietato ad una società che gestisce i siti web di quattro emittenti radiofoniche nazionali il trattamento dei dati personali degli ascoltatori raccolti in modo illecito. Dagli accertamenti ispettivi avviati dall’Autorità nei confronti di società che effettuano concorsi a premi online, sono emerse infatti una serie di criticità, tra cui l’uso senza consenso dei dati degli iscritti alle community. Le informazioni venivano utilizzate dalla società in particolare per studiare gusti abitudini.

Nei form di registrazione presenti sui siti delle quattro emittenti che gli utenti dovevano compilare per partecipare ai concorsi e registrarsi alle community, era presente un’unica casella, barrando la quale si autorizzava l’uso dei dati per diversi scopi: per la fornitura del servizio, per il trasferimento dei propri dati a tutte le società appartenenti al gruppo, per l’invio di comunicazioni commerciali e per le operazioni di profiling.

La normativa sulla privacy stabilisce invece che il consenso non può avere carattere generico: gli interessati devono essere messi in grado di esprimere consapevolmente e liberamente le proprie scelte in ordine ad ogni trattamento dei propri dati. Non solo: nel modulo di registrazione mancava anche l’indicazione dei soggetti ai quali i dati degli utenti sarebbero stati comunicati, informazione invece espressamente richiesta dal codice della privacy.

Nel vietare il trattamento dei dati, (con un provvedimento di cui è stato relatore Giuseppe Chiaravalloti), il Garante ha quindi prescritto alla società di riformulare il modulo di registrazione con l’obbligo di garantire agli utenti la possibilità di prestare consensi differenziati. E di modificare l’informativa, indicando chiaramente le categorie di soggetti cui possono essere comunicati i dati.

10 Settembre 2010