Debutta in Africa Cloud Phone, il cellulare "in condominio"

IL PROGETTO

La compagnia britannica Movirtu lancia un servizio per i paesi in via di sviluppo. Un numero virtuale per chiamare e inviare sms da qualsiasi telefonino

di Alessandro Castiglia
La società britannica Movirtu lancia Cloud Phone, servizio ad hoc per i paesi in via di sviluppo, grazie al quale per chiamare e inviare sms non è necessario comprare un telefono con annessa Sim card. Al suo posto, si compra un numero telefonico virtuale (da qui il richiamo alle nuvole, Cloud) rivolgendosi al piccolo operatore locale o al centro di telefonia più vicino a casa, con cui Movirtu avrà stretto un accordo. L’operatore darà all’utente un numero telefonico da poter diffondere a parenti e amici, e un codice identificativo di rete, e ricaricherà tale codice del denaro richiesto per poter telefonare, così come avviene con le carte prepagate.
Con in mano il proprio numero e codice identificativo, sarà così possibile usare qualsiasi cellulare altrui, digitare il proprio numero e mandare sms o fare telefonate in totale sicurezza - assicura l’operatore inglese - visto che le comunicazioni avvengono sempre dal telefono di qualcun altro.

In questo modo sarà sufficiente un cellulare in ogni villaggio da passare di casa in casa o di strada in strada per permettere ad un’intera comunità di telefonare, senza sobbarcarsi i costi dell’apparecchio. Il codice, nato dal progetto MxShare, si applica a tutti i tipi di cellulare, anche quelli di fascia bassa che offrono solo le funzioni essenziali. 

Una memoria virtuale aiuta poi a tracciare i movimenti sul proprio numero anche quando non si è collegati alla rete del Cloud Phone, e informa il proprietario circa telefonate perse ed sms ricevuti. Addirittura MxShare permette di venir contattati attraverso il numero di qualcun altro, nel caso in cui qualcuno ci stia cercando, sia che si tratti di un privato, sia che si tratti del centro telefonico più vicino a casa, ma in questo caso verranno applicate le tariffe di roaming tra un operatore e l’altro.

16 Settembre 2010