Biglietti online, fuori norma il 60% dei siti

L'INDAGINE

Secondo un'indagine Ue solo il 41% dei portali che vendono ticket per eventi culturali risulta conforme alle regole a tutela dei consumatori. Informazioni fuorvianti sul prezzo e condizioni di acquisto poco chiare tra le carenze più gravi

di Federica Meta
Il 60% dei siti che vendono biglietti online per spettacoli, eventi culturali o sportivi non sono in regola. Lo rileva un'indagine Ue che, tra maggio e giugno, ha ispezionato 414 siti attivi nei Paesi membri, Islanda e Norvegia: di questi solo 167, ossia il 41%, è risultato conforme. In Italia dei sei presi in esame, cinque non erano in regola e saranno sottoposti a ulteriori accertamenti per infrazioni alle norme di tuela dei consumatori.

Gli aspetti più problematici - sottolinea Bruxelles - sono da ricercare in informazioni mancanti, incomplete o fuorvianti sul prezzo (74% dei siti sottoposti a indagine), come ad esempio le tasse e i diritti amministrativi occulti; ma anche per i termini o le condizioni non corrette: il 73% dei siti pone problemi quali la mancata garanzia di consegna in tempo del biglietto e l'esclusione del rimborso in caso di annullamento. Nel 48% dei casi sono state rilevate invece informazioni mancanti, incomplete o fuorvianti sul venditore.

In seguito alle indagini, spetta ora alle autorità nazionali contattare gli operatori delle vendite online per ottenere chiarimenti sulla loro posizione ed arrivare ad una correzione degli aspetti problematici emersi.

Una simile ''operazione pulizia'' era già stata lanciata lo scorso anno per i siti che vendono online prodotti elettronici, come macchine fotografiche digitali o telefonini. Da allora le autorità nazionali hanno proseguito i controlli ed oggi, rileva la Commissione, dei 369 siti web controllati all'ora, l'84% soddisfa le norme di tutela dei consumatori.

''I risultati dimostrano che queste iniziative hanno colto l'obiettivo e riescono a garantire che la legislazione Ue sulla tutela dei consumatori sia applicata con rigore'', ha sottolineato il commissario Ue alla salute e ai consumatori John Dalli.

16 Settembre 2010