L'Antitrust a Rai e Mediaset: televoto, no a utenze business

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Venti giorni di tempo a disposizione dei due broadcaster per modificare il meccanismo di voto nelle trasmissioni, dopo di che scattano le sanzioni. La decisione dell'Authority arriva a seguito delle verifiche effettuate dopo le segnalazioni dei consumatori

di Margherita Amore
Via le utenze professionali dal televoto. L'Antitrust intima a Rai e Mediaset di provvedere all'esclusione dei call center dai meccanismi del televoto nelle trasmissioni televisive. Le due società hanno 20 giorni di tempo per comunicare all’Autorità le contromisure che intendono adottare; in caso di mancata ottemperanza alla richiesta, nei confronti dei due network televisivi scatteranno delle sanzioni.

L’azione del Garante della Concorrenza fa seguito alle polemiche e alle segnalazioni, da parte dei consumatori, di presunte irregolarità commesse nel corso di programmi televisivi come il Festival di Sanremo (a cominciare dal concorso per giovani del 2009, Sanremo59) e Grande Fratello. “L’attuale meccanismo - spiega il Presidente Antonio Catricalà -, rende possibile da parte di operatori specializzati del settore l’effettuazione di un numero molto rilevante di telefonate, per esprimere preferenze già predeterminate su specifiche scelte”.

Preferenze che potrebbero quindi non riflettere le simpatie del pubblico per questo o quel personaggio o cantante, ma essere frutto di accordi di acquisto di interi pacchetti di televoto, con un più alto ritorno economico in termini di pubblicità, vendite di dischi, passaggi radiofonici.

"Ci aspettiamo che le due società si adeguino alle nostre indicazioni – dichiara Catricalà – perché altrimenti saremmo costretti ad aprire due procedure sanzionatorie. Il meccanismo del televoto deve essere trasparente: il voto degli spettatori che seguono una trasmissione invogliati anche dall’idea di potere contare nella scelta di un candidato non può essere falsato, nemmeno potenzialmente, dai voti che arrivano dai call center".

In base alle indicazioni dell’Autorithy, Rai e Mediaset dovranno pertanto prevedere nel Regolamento del televoto l’esclusione delle utenze business dai soggetti che possono partecipare al voto; introdurre nelle promozioni delle trasmissioni che utilizzano il sistema del televoto l’indicazione sull’esclusione delle utenze business; prevedere sistemi che consentano il riconoscimento e, di conseguenza, l’esclusione del voto proveniente da un’utenza business.

“La Rai farà naturalmente tutti gli approfondimenti del caso, ma la disciplina aziendale in materia, risalente peraltro al 2001, è rigorosa e puntuale", ha commentao il direttore generale di viale Mazzini, Mauro Masi. L’intervento dell’Antitrust è stato accolto positivamente dalle associazioni musicali Fimi, cui aderiscono anche le quattro major discografiche, e che per prima - insieme al Codacons - aveva chiesto alla Rai di fare chiarezza sui presunti brogli sanremesi, dall’ Adusbef ed Audiocoop (etichette indipendenti). 

17 Settembre 2010