Giornali in abbonamento su iPad: Jobs si allea con gli editori?

RUMORS

Allo studio una sorta di iTunes dell'editoria che farebbe leva sul revenue sharing. Gli editori al bivio: si perderebbero introiti ma si amplierebbe la fetta di mercato

di Patrizia Licata
Gli analisti lo avevano detto: l’iPad darà nuovo smalto al business dei tradizionali gruppi editoriali. Come? Con abbonamenti per leggere giornali e riviste direttamente sul tablet della Apple. L’idea sarebbe già in cantiere presso la società della Mela, secondo le indiscrezioni del Wall Street Journal: Apple sarebbe pronta ad annunciare la nuova offerta, un abbonamento ai titoli dei grandi editori della carta stampata, addirittura tra un mese o due, oppure, dicono altre fonti, a inizio anno prossimo, quando verrebbe lanciata anche una nuova versione dell’iPad.

In vera ottica do ut des, l’iPad si allea alla carta stampata promettendo di restituire vigore a un business spento al tempo stesso differenziandosi dalla concorrenza: i tanti tablet in arrivo sul mercato basati sul software di Google. La logica è la stessa con cui Apple ha già conquistato le vendite online di musica con iTunes, e proprio per questo alcuni editori sono diffidenti, temendo di concedere alla società dell’iPad una forte influenza anche sul mercato di giornali e riviste.

Al momento Apple non vende abbonamenti bensì edizioni mensili ad hoc per iPad di alcuni giornali e riviste, alcune a pagamento, altre gratis. Gli abbonamenti però sono un business molto più importante per l’editoria: negli Usa sette giornali o riviste ogni dieci sono venduti tramite questo canale. E poi gli abbonamenti sono preziosi per gli editori perché contengono nomi, indirizzi, email, numeri di carta di credito e altre informazioni utili ad attrarre inserzionisti e a studiare offerte su misura per i lettori.

Apple avrebbe già discusso del progetto con aziende quali Time Inc. di Time Warner, Condé Nast, News Corp. e le divisioni editoriali di Hearst Corp.; non è chiaro se la proposta raccolga più entusiasmo o diffidenza, ma un editore avrebbe già dato il suo sì. Del resto, nonostante i contro (il servizio di abbonamento non darebbe agli editori automaticamente accesso alle informazioni personali dei clienti dell’iPad e Apple potrebbe trattenere il suo tipico 30% sulle vendite), gli editori sono attratti dalla possibilità di aprirsi ai 160 milioni di account attivi Apple. Quest’ultima, da parte sua, sarà sicuramente disposta a trovare modi per condividere nomi e altri dati sui clienti dell’iPad con gli editori, per esempio offrendo un numero gratis in cambio dell’accesso ad alcune informazioni personali.

22 Settembre 2010