Schmidt (Google): "E' Bing il nostro vero nemico"

LA GUERRA DEI MOTORI

Le minacce non arrivano da Apple o Facebook ma dal motore di ricerca di Microsoft che, ad agosto, ha surclassato Yahoo!

di Patrizia Licata
Bing fa paura a Google. Il chief executive Eric Schmidt ha dichiarato che il motore di ricerca di Microsoft è la vera “minaccia” per il colosso di Mountain View, non Facebook o Apple. "E' vero che la web search non è l’unico business in gioco, ma alla fine tutto si riduce alla ricerca di informazioni”, ha detto Schmidt in una video-intervista pubblicata online dal Wall Street Journal.

Il numero uno di Google descrive Apple come un rivale di tutto rispetto e Facebook come una "azienda che sta facendo un eccellente lavoro nel campo del social networking", ma il vero competitor è il motore di ricerca di Microsoft. "Per noi Apple e Facebook non sono una minaccia dal punto di vista della concorrenza”, ha ribadito Schmidt. “E’ Bing il nostro rivale, perché è un motore di ricerca che funziona bene ed è molto competitivo”.

Proprio Bing ha surclassato per la prima volta Yahoo! ad agosto negli Stati Uniti, divenendo il secondo motore di ricerca più usato. La società di ricerca Nielsen ha infatti rilevato che Bing di Microsoft, insieme a Msn e Windows Live, controllava il 13,9% dei volumi di ricerca negli Usa lo scorso mese, con una crescita dello 0,25% rispetto a luglio, mentre Yahoo! aveva uno share del 13,1% delle ricerche americane, in calo rispetto al 14,6% di luglio. Google continua a dominare il mercato con il 65,1% di tutte le ricerche Internet ad agosto, tuttavia i siti Microsoft hanno accresciuto la loro quota nella ricerca dal 10,7% al 13,9% da agosto 2009 ad agosto 2010, mentre Yahoo! è scesa dal 16% al 13,1% e Google è rimasta stabile.

Yahoo! e Microsoft, tra l’altro, hanno stretto un anno fa un’alleanza nella web search e nella pubblicità, che rappresenta un’offensiva congiunta contro Google. Come parte dell’accordo, Yahoo! userà il motore di ricerca di Microsoft sui suoi siti. Così dal mese scorso la search di Yahoo! in Stati Uniti e Canada è targata Bing e presto sarà così in tutti i siti mondiali della società di Sunnyvale.

Mentre pensa a parare l’offensiva sul settore della ricerca, Google non può smettere di pensare ai suoi guai legali: in Francia il Tribunal de Grande Instance de Paris ha condannato Big G per diffamazione dando ragione a un cittadino che ha visto sul motore di ricerca il suo nome associato a una serie di termini quali “satanismo, prigione, stupro, condanna”. La persona in questione è stata effettivamente riconosciuta colpevole per “corruzione di minore” e condannata a tre anni di prigione nel 2010, ma con una sentenza non definitiva.

Google ha immediatamente fatto appello alla decisione del tribunale parigino precisando che “Google Suggest rappresenta una aggregazione delle richieste più popolari, basate sulle richieste passate effettuate dagli internauti. Non è Google a suggerire questi termini”.

27 Settembre 2010