La Siae batte cassa con la Cina: pagate i diritti ai nostri autori

L'APPELLO

Il presidente Assumma lancia un appello al premier asiatico in visita a Roma: "Disatteso finora l’obbligo di pagamento dei diritti da parte delle emittenti radiotv cinesi. La Repubblica Popolare si adoperi per dare concreta applicazione alle norme di legge"

di Enzo LIma
La Siae batte cassa alla Cina: tournée trionfali per i nostri artisti, dice una nota della società, ma nessun ritorno sui diritti d'autore. “L’inaugurazione dell’Anno Culturale della Cina in Italia - dichiara in una nota il Presidente della Società Italiana Autori Editori Giorgio Assumma - è l’occasione anche per rivolgere alle autorità cinesi da oggi in visita a Roma, un appello perché venga rispettata la proprietà intellettuale”.

Gli artisti italiani che si recano in tournée in Cina lamentano infatti, prosegue la nota, il mancato pagamento dei diritti d’autore per l’esecuzione in pubblico e la trasmissione radiofonica e televisiva delle loro opere. I dati relativi ai pagamenti effettuati in favore della Siae confermano questa difficile situazione, in controtendenza con quanto avviene in altri Paesi asiatici ( in primo luogo Corea e Vietnam).

Dopo un lungo dibattito lo scorso anno è stato affrontato in Cina il sistema tariffario relativo alle emissioni radiotv, che si basa su percentuali (secondo la Siae "ancora tuttavia piuttosto basse") sulle entrate pubblicitarie delle emittenti. Si tratta di "un primo importante successo - scrive la Siae - dato che il sistema adottato introduce un principio in linea con la prassi seguita nei Paesi che tutelano il diritto d’autore in forma adeguata".

L’obbligo di pagamento dei diritti d’autore da parte delle emittenti radio televisive cinesi è stato però finora disatteso. L’unico barlume di speranza è dato dalla pubblicazione delle tariffe che ha avuto luogo lo scorso anno (e che sono in vigore dal 1° gennaio 2010), ma che non ha ancora portato alcun risultato tangibile a livello di percezione di diritti alla Siae.

E’ un fatto che la Società d’autori cinese Mcsc (Music Copyright Society of China, nata nel 1992, con la quale la Siae ha collaborato fin da allora firmando un accordo nel 1994) incontra serie difficoltà, le rimesse alla Siae sono assolutamente insufficienti a confermare l’uso del repertorio che invece incontra il favore del pubblico cinese, come dimostrano tournèe trionfali di molti artisti italiani ( basti citare Renzo Arbore e Bocelli).

“La Siae esprime l’auspicio che la Repubblica Popolare Cinese - conclude Assumma - che nel corso degli anni ha adottato una più adeguata legislazione di tutela del diritto d’autore, si adoperi per dare concreta applicazione alle norme di legge, assicurando agli autori italiani il riconoscimento dei loro diritti”.

07 Ottobre 2010