Versione light per Acta che apre alle richieste degli Isp

TRATTATO ANTI-CONTRAFFAZIONE

Più "morbida" la bozza finale del trattato internazionale sulla contraffazione, rilasciata dal governo Usa. Minori responsabilità per i fornitori di connettività e flessibilità nella scelta di sistemi Drm

di Enzo Lima
Minore responsabilità per gli Internet service provider nell’ultima bozza, probabilmente quella finale, dell’Acta, l’accordo anti-contraffazione rilasciato ieri dal governo Usa. Il trattato, che punta a stabilire un quadro per la cooperazione internazionale sulla lotta anti contraffazione, sia per i beni fisici sia per le violazioni del copyright su Internet, fissa i requisiti per la condivisione di informazioni, le leggi e i regolamenti nazionali.

A differenza delle precedenti versioni che avevano suscitato notevoli polemice per la scarsa trasparenza e nel corso dei negoziati, la versione finale addolcisce le clausole più severe che riguardano i fornitori di servizi Internet che dovrebbero rimanere semplici intermediari, anche se parla dello sviluppo di un contesto di cooperazione tra fornitori di connettività e le diverse aree dell'industria. Rimane l'obbligo imposto ai provider di consegnare ai detentori dei diritti i dati identificativi degli utenti sorpresi a violare il copyright. Inoltre la nuova versione prevede una maggiore flessibilità nell’adozione di sistemi Drm: gli Stati e le società interessate alla protezione delle opere potranno adottare meccanismi diversi di tutela legale.

08 Ottobre 2010