Alla guerra con il 3D. Così la Tv sfida il Web

FOCUS/1

Mentre sul mercato si affacciano nuovi apparecchi, i broadcaster si preparano a giocare sulla qualità dell’immagine per (ri)conquistare il pubblico. La rivoluzione "tridimensionale" promette di aiutare l’industria dell’audiovisivo italiano: a patto che la filiera sappia coglierla

di Gianni Rusconi
Il fenomeno 3D piace, interessa, incuriosisce anche grazie ai successi cinematografici (“Avatar” su tutti) ma di grandi numeri per il momento - sono stati 25mila gli apparecchi compatibili con le tre dimensioni comprati a tutto maggio 2010 dai consumatori europei - non se ne parla. Vuoi perché di contenuti disponibili (canali televisivi, film, giochi) ce ne sono veramente pochi, vuoi perché per entrare nel mondo delle tre dimensioni serve un pacchetto (televisore e occhialini, cui si può aggiungere il lettore Blu ray) che non è proprio alla portata di tutti i portafogli. Il 3D, dicono però i vendor, è il futuro.

È il chiavistello dell’industria dell’elettronica di consumo: magari non un elemento di radicale trasformazione ma cambierà molto il modo di fruire la Tv e di utilizzare gli altri device digitali della casa, dal pc alla console, dall’impianto di home theatre alla videocamera. Il 3D potrebbe replicare l’esperienza e la curva di adozione dell’alta definizione (per i broadcaster satellitari la buona notizia è che la larghezza di banda necessaria per trasmettere i canali in tre dimensioni è comparabile a quella usata per un canale in Hd) e ricalcare la strada dei Led, e cioè quella di un’evoluzione tecnologica che in tempi brevi è divenuta assai attraente per un’ampia fascia di consumatori. Oltretutto di nuovi decoder o scatolotti digitali dedicati non ne servono, e questo potrebbe velocizzare la diffusione della tecnologia tridimensionale fra gli utenti che già dispongono di ricevitori in alta definizione.

Quanto agli occhialini, per il momento sono un accessorio indispensabile e costoso, per quanto i primi modelli “glasses less” piccolo formato vedranno presto il mercato (da questo dicembre, in Giappone, Toshiba uscirà con due modelli). In ogni caso, se oggi solo una parte dei televisori venduti sono 3D - diciamo uno su 10, e anche meno su scala mondiale - fra un po’ di anni è lecito pensare che la tecnologia stereoscopica salirà a bordo della totalità dei prodotti in commercio. Starà poi all’utente se utilizzare questa funzionalità oppure no. Nel 2015 intanto, i dati sono di Insight Media ed iSuppli, i televisori con capacità tridimensionali venduti sul pianeta potrebbero almeno 50 milioni, con una punta massima stimata di 78 milioni.

La seconda rivoluzione tecnologica della televisione è quella di Internet. Il Web dentro le Tv, osserva qualcuno, è un salto in avanti culturale del consumatore che darà negli anni a venire nuovo slancio agli acquisti di televisori. La possibilità di navigare in Rete direttamente dallo schermo tv, scaricare a pagamento in streaming musica e video (delle major discografiche o cinematografiche) in modalità on demand tramite connessioni a banda larga (la Apple Tv, o il nuovo servizio Qriocity integrato nei Tv Bravia di Sony, sono illustri esempi in tal senso), accedere ai social network come YouTube o Facebook tramite appositi widget o direttamente via Web e condividere contenuti e applicazioni nella cloud (dettami alla base della Google Tv, in arrivo in Europa nel 2011) sarà qualcosa di più attraente per il consumatore medio che non guardare un film o un evento sportivo in tre dimensioni? La domanda è lecita e i numeri, di iSupply, che mettono a confronto le due tecnologie sono impietosi: 27,7 milioni (un numero più che doppio rispetto a quello del 2009) contro 4,2 milioni. Queste le stime di vendita a livello mondiale attribuite per il 2010 a Tv con servizi Internet integrati e Tv 3D.
Perché tale differenza? A farla concorrono contenuti, costi al consumo, esperienza d’uso. È molto più pratico, secondo gli analisti, imparare a maneggiare un telecomando o una tastiera per chattare o scaricare film da Internet seduti sul divano che non attrezzarsi con tutto ciò che serve per farsi avvolgere dagli effetti delle immagini in tre dimensioni. Per questo le Internet Tv si farebbero preferire - la domanda per questi apparecchi crescerà del 50% per i prossimi due anni e toccherà quota 148 milioni di unità vendute (il 54% del mercato totale delle flat Tv) nel 2014 - ma resta il dubbio che molti utenti abbiano comprato un apparecchio Led di ultima generazione senza curarsi del fatto che avesse a bordo una piattaforma per entrare nel mondo dei servizi e dei contenuti Web.

Vedere le due tecnologie come rivali è in definitiva più un esercizio degli analisti. Anche perché il fatto di essere 3D non esclude (anzi) il fatto che una Tv di nuova generazione offra come plus proprio Internet. I vendor non a caso sposano il concetto che entrambe possano dare all’utente quel qualcosa di nuovo che il processo tecnologico impone a ritmi serrati. Il 3D sarà di sicuro il piatto forte di un’offerta che non si limita ai soli televisori ma abbraccia tutto l’ecosistema di prodotti digitali. Altrettanto certo è che i servizi Web e le tecnologie broadband saranno sempre più un’icona della televisione del futuro. Che sia 3D o semplicemente in alta definizione poco (forse) importa.

18 Ottobre 2010