Privacy contro StreetView: smascherate quelle auto

REGOLE

L'Authority impone a Google una serie di vincoli per la cattura di immagini: "I cittadini devono sapere quando e dove circolano le cars". E l'azienda ammette: "Intercettate anche email e password"

di Federica Meta
D’ora in poi i cittadini italiani saranno informati della presenza delle “Google cars”. Lo ha stabilito il Garante privacy con un provvedimento con il quale ha chiesto al motore di ricerca di fornire ai cittadini dettagliate notizie sul passaggio delle auto che si muovo raccogliendo immagini fotografiche, affinché possano decidere in piena libertà i propri comportamenti ed eventualmente scegliere di sottrarsi alla “cattura” delle foto e allontanarsi dai luoghi ripresi.

L’Autorità italiana è la prima in Europa ad aver adottato uno specifico provvedimento prescrittivo, che prevede anche sanzioni, nei confronti della società di Mountain View allo scopo di consentire ai cittadini una effettiva e tempestiva informazione.

"Le Google cars - spiega il Garante - dovranno essere facilmente individuabili, attraverso cartelli o adesivi ben visibili, che indichino in modo inequivocabile che si stanno acquisendo immagini fotografiche per il servizio Street View. Alla società californiana è stato ordinato inoltre di pubblicare sul proprio sito web, tre giorni prima che inizino le riprese, le località visitate dalle vetture di Street View. Per le grandi città sarà necessario indicare i quartieri in cui circoleranno le vetture. Analogo avviso dovrà essere pubblicato da Google sulle pagine di cronaca locale di almeno due quotidiani e diffuso per mezzo di un’emittente radiofonica locale per ogni regione visitata".

Del tutto insufficienti sono apparse infatti all’Autorità italiana le informazioni che ora Google fornisce ai cittadini, limitate alla sola pubblicazione sul sito della società dell’indicazione generica delle città in cui transitano le vetture alcune ore prima del loro passaggio e di un testo contenente informazioni incomplete.

Nel dettare le sue misure, il Garante ha tenuto contodelle segnalazioni pervenute da cittadini che non desideravano comparire sulle fotografie pubblicate online e ha ritenuto che al trattamento di dati effettuato da Google Street View si debbano applicare le norme del Codice privacy, dato che il servizio si effettua con vetture e impianti fotografici situati nel territorio italiano.
Alla società californiana è stato anche imposto di nominare un proprio rappresentante sul territorio italiano al quale possano rivolgersi i cittadini per la tutela dei loro diritti.  Ad ogni inosservanza delle prescrizioni del Garante scatterà una sanzione che può arrivare fino a centottantamila euro.

Google si trova nel mirino dei regolatori di numerosi Paesi. Molte delle informazioni raccolte "accidentalmente" nel corso delle riprese fotografiche non sarebbero, oltretutto, così frammentarie come i vertici dell'azienda aveva detto a maggio. Proprio in questi gioni Google ha ammesso per la prima volta che le cars raccolgono anche dati personali completi di email e password.
“E’ chiaro dalle recenti ispezioni effettuate con il consenso dei regolatori che, nonostante la maggior parte dei dati sia frammentario, in alcuni casi sono stati catturati intere email e indirizzi Internet e password” ha dichiarato il vp pd Engineering e Research di Google in un blog in questi giorni. La partita si fa dura.

25 Ottobre 2010