Procura di Roma contro StreetView. "Interferenze sulla privacy"

GOOGLE

Aperto un fascicolo sul servizio di Google dopo l'invio a Piazzale Clodio di un'istruttoria da parte del Garante. Il motore di ricerca pronto a collaborare

di Federica Meta
Interferenze illecite nella vita privata. E' quanto ipotizza la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo processuale in relazione a Google StreetView. L'indagine nasce da una segnalazione del Garante della privacy che nelle scorse settimane ha inviato un'istruttoria a piazzale Clodio sul servizio offerto dal motore di ricerca. Il fascicolo, che è stato affidato dal procuratore capo Giovanni Ferrara al Pm Eugenio Albamonte, è al momento a carico di ignoti.

L'inchiesta della Procura punta la sua attenzione sulle informazioni sensibili, presenti nelle reti WiFi, che Street view avrebbe captato durante il percorso compiuto dalle ''Google cars'', i veicoli che circolano nelle città acquisendo immagini fotografiche di luoghi e persone poi pubblicate online attraverso il servizio Street View.

Al momento gli inquirenti sono in attesa che la società americana metta a disposizione, almeno in parte, dati che dimostrino che gli elementi raccolti dalle reti wireless non siano ''completi'' ma che si tratta solo di porzioni di informazioni, impossibili da essere utilizzati anche per pirati telematici esperti.

Google, da parte sua, difesa dagli avvocati Giulia Bongiorno e Giuliano Pisapia, è pronta a collaborare e sarebbe pronta a risolvere la questione alla luce del fatto che i dati raccolti dalle proprie apparecchiature non sarebbero mai stati utilizzati o comunicati a terzi. Sarebbe stata, inoltre, la stessa azienda di Mountain View a comunicare alle autorità competenti di aver captato dati sensibili.

A confermare che l'azione della procura nasce da una segnalazione dell'Authority per la Tutela dei dati personali, lo stesso Garante, Francesco Pizzetti, impegnato a Gerusalemme in un convegno internazionale. ''La Procura di Roma ha agito
su nostra segnalazione - ha detto -.  Il problema non riguarda tanto le immagini prese dalla macchine, quanto piuttosto il fatto che Google ha anche catturato segnali trasmessi da reti wireless, compresi frammenti di comunicazione. Non sappiamo se sono comunicazioni interpersonali; se lo fossero, a maggior ragione saremmo ancora più coinvolti come privacy''.

''Per questo - ha detto ancora - abbiamo fatto la segnalazione. In Italia per legge non è possibile usare apparecchiature che captino trasmissione di dati senza autorizzazione. Se avviene può costituire illecito penale. Da qui la nostra richiesta alla procura che oggi ha agito''.

Il Garante della Privacy ha chiesto al motore di ricerca di fornire ai cittadini dettagliate notizie sul passaggio delle auto che si muovono raccogliendo immagini fotografiche, affinché possano decidere in piena libertà i propri comportamenti ed eventualmente scegliere di sottrarsi alla “cattura” delle foto e allontanarsi dai luoghi ripresi. Le cars dovranno dunque essere corredate di una segnaletica che ne permetta il riconoscimento a meno di non voler incappare in sanzioni fino a 180mila euro.

27 Ottobre 2010