Facebook, un misterioso broker compra le identità degli utenti

PRIVACY

Corrotti alcuni sviluppatori per entrare in possesso dei codici identificativi di molti iscritti. Il social network corre ai ripari: multa e sospensione per i developer coinvolti. "Tolleranza zero per chi mina la fiducia"

di Patrizia Licata
Un broker di dati, di cui non è stata rivelata l’identità, ha pagato alcuni sviluppatori di Facebook per entrare in possesso dei numeri di identificazione degli utenti (i codici Uid): lo ha rivelato la stessa Facebook, che ha di conseguenza “multato” con una sospensione di sei mesi dal lavoro alcuni di questi sviluppatori (una decina). Le loro apps (i piccoli programmi che permettono agli utenti di giocare su Facebook o condividere informazioni sul sito), spiega il Wall Street Journal, spedivano infatti i numeri Uid a società terze, violando le regole di Facebook sulla privacy.

L’azienda di Mark Zuckerberg ha precisato che nessun dato privato è stato venduto come conseguenza della frode - Facebook non considera infatti gli Uid privati, anche se possono essere usati per risalire agli utenti – e ha chiarito che gli Uid trasferiti al broker non sono stati usati per accedere a dati personali. “Facebook non ha mai venduto e mai venderà informazioni sui suoi utenti”, ha ribadito l’ingegnere della compagnia Mike Vernal. "Abbiamo tolleranza zero verso chi lo fa perché è un atto che mina la fiducia che gli utenti dimostrano verso Facebook".

Facebook non ha rivelato il nome del broker di dati che ha pagato per gli Uid, ma Vernal ha fatto sapere che l’azienda ha raggiunto un accordo con RapLeaf, "il data broker che si è fatto avanti per lavorare con noi su questo problema”. Come parte dell’accordo, RapLeaf cancellerà gli Uid in suo possesso e si asterrà da future attività che coinvolgano, direttamente o indirettamente, Facebook. Ciò non significa che sia RapLeaf il broker colpevole.

La rivelazione fatta da Facebook segue un’indagine condotta dallo stesso Wall Street Journal lo scorso mese che ha scoperto che le applicazioni più utilizzate dai fedeli del social network svelavano i numeri Uid. Dagli Uid si può risalire al nome e ad altre informazioni sull’utente. Di qui la reazione di Facebook, l’accordo col data broker, la sospensione degli sviluppatori responsabili della vendita di codici di identificazione e anche la messa in cantiere di pratiche di sicurezza più severe: presto, per gli utenti di Facebook che lo desiderano, dovrebbe essere possibile crittare i propri numeri Uid.

02 Novembre 2010