L'Uk immolerà il copyright sull'altare di Google?

STRATEGIE PAESE

Il premier David Cameron annuncia un "red carpet" per attrarre gli investimenti esteri in innovazione. E promette di riformare le regole sul diritto d'autore: "Troppi limiti, Google non avrebbe mai potuto stabilirsi nel nostro Paese"

di Patrizia Licata
Le leggi sulla proprietà intellettuale vanno adeguate per essere al passo con le innovazioni di Internet. Ne è convinto il primo ministro britannico David Cameron che ha annunciato una revisione del regolamento sul copyright del Paese per rispondere alle sfide dell’era digitale - e probabilmente sono in arrivo norme più permissive, per un più ampio uso del materiale protetto, anche senza l’autorizzazione dell’autore.

L’annuncio di Cameron, riportato dalla Bbc, ha fatto piacere alle associazioni a favore del libero sviluppo di Internet ma si scontra con le resistenze delle industrie della musica e dei film, che da sempre si battono contro la riforma della proprietà intellettuale.

Parlando a un evento nell’East End di Londra, in cui il primo ministro ha annunciato una serie di investimenti da parte di colossi dell’It tra cui Facebook e Google, Cameron ha detto che i fondatori di Google hanno rivelato al governo britannico che non avrebbero mai potuto fondare la loro azienda in Gran Bretagna, e la colpa è proprio delle leggi sul copyright: “Il servizio che offrono dipende dalla possibilità di estrarre frammenti di contenuti di altri pubblicati su Internet", ha spiegato Cameron. "Google pensa che il nostro regolamento sulla proprietà intellettuale non favorisca l’innovazione come negli Stati Uniti, dove vale il cosidetto fair-use, che in molti casi offre alle aziende maggiori spazi per creare nuovi prodotti e servizi”.

"Per questo posso annunciare oggi che rivedremo le nostre norme sulla proprietà intellettuale”, ha concluso Cameron, “e le adegueremo alle novità introdotte da Internet. Voglio incoraggiare la stessa innovazione creativa che c’è negli Stati Uniti”. Il primo ministro avvierà a questo scopo uno studio sul sistema americano, per stabilire quali norme possono essere importate in Uk, in particolare per l’utilizzo di materiale protetto da copyright senza il permesso dell’autore.

Lo studio cercherà poi di capire come nuove regole possano rimuovere alcune delle barriere ai nuovi modelli di business Internet-based e affronterà le possibili interazioni con la legge sulla libera concorrenza. I risultati dell’esame saranno resi noti ad aprile; ne deriverà una raccomandazione al governo a cambiare la legge inglese.

05 Novembre 2010