Sfogliare i giornali touch sarà come leggerli al Caffè degli Specchi

SENTIERI DEL VIDEO

di Enrico Menduni, Professore di Media e Comunicazione Università Roma Tre
Questo Rupert Murdoch veramente una ne fa e cento ne pensa. Adesso sta lanciando un giornale esclusivamente online, “The Daily”, che la stampa non sa nemmeno cosa sia: tutto online, su computer, ebook reader, palmari, iPad e via via tablettizzando (neologismo di mia invenzione, per il quale non passerò alla storia, per segnalare la tendenza attuale a trasformare ogni laptop in un tablet, ogni telefono in tablet e così via).

Mossa se vogliamo azzardata, ma quando si dispone di legioni di giornalisti su tutti i continenti, escluse le calotte polari, e della più grande varietà di giornali, reti televisive e cose simili, non è certo un’impresa impossibile e nemmeno ad alti costi. Dalla quale non ci si aspetta forse un profitto, almeno in prima battuta, ma sarebbe già un modo per indicare una tendenza, per presidiare un mercato futuro, e smarcarsi dagli editori piangenti per i fatturati declinanti, mentre le redazioni decimate invano teorizzano la “professionalità” e l’“esclusività” della funzione giornalistica.

Rupert è uno che non si piange addosso e caso mai fa piangere gli altri. Non c’è dubbio che nel lungo periodo prevarranno i giornali virtuali, quello che non si capisce bene è quanto tempo ci voglia.

Io non sono un profeta e non faccio previsioni - meno che mai gratis - tuttavia segnalo che una prospettiva che sembrava remota un anno fa si è improvvisamente accelerata: diffusione dell’iPad, nascita degli eBook italiani, grandi quotidiani che propongono l’abbonamento online mirato sull’iPad, riducono la gratuità dei contenuti, non mettono tutto gratis sul sito.

Posso aggiungere che molte persone hanno imparato a sfogliare i touch screen, dei cellulari e dei tablet, e a ingrandire le foto (e i testi) “aprendoli” con le dita sullo schermo. Una sensazione del tutto nuova e, diciamola, molto piacevole. Non sarà come sfogliare il giornale al tavolino del Caffè degli Specchi a Trieste, intravedendo scrittori mitteleuropei agli altri tavoli, però è piacevole. E poi, diciamolo, chi ha il tempo di sedere ai tavolini del caffè e di sbirciare i residui scrittori mitteleuropei? Quasi nessuno, salvo qualche domenica nelle piazze del centro (di qualunque città italiane) attorniati da turisti, saltimbanchi, mendicanti.

Forse leggere il giornale scorrendolo sull’iPad, comodamente seduti in treno o in aereo (dopo aver usato la sim 3G e avere selezionato, ancora a terra, la modalità “uso in aereo”) è l’equivalente odierno dei caffè otto-novecenteschi.

29 Novembre 2010