Rodotà: "Internet deve entrare nella Costituzione"

LA PROPOSTA

Il giurista propone di inserire nella Carta un articolo 21 bis: "Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale”

di Federica Meta
“Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale”. L’articolo 21-Bis della Costituzione italiana, in realtà, non esiste. A scriverlo – come monito e come proposta - ci ha pensato però Stefano Rodotà, giurista, costituzionalista ed ex Garante per la Privacy, che lo ha letto oggi durante l'Internet Governance Forum di Roma.
Rodotà sta lavorando dallo scorso marzo all’ipotesi di trasformare Internet in un diritto costituzionale con la stesura dell'articolo 21 bis. Per questo si è aperta una discussione e una simbolica raccolta di firme sul sito www.internetcostituzione.it
Affermare il diritto a Internet quale diritto fondamentale dell'individuo, e quindi inserirlo nella carta costituzionale è infatti quanto di più avanzato potrebbe fare la nostra classe politica, il modo migliore per festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia.

Il primo a salutare con favore la proposta di riforma dell'articolo 21 della Costituzione è il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. "La proposta - spiega Zingaretti in una nota - rappresenta di sicuro un passo avanti per l'Italia sul tema del diritto di tutti i cittadini a essere informati, ed è importante per garantire a tutti, nelle nuove condizioni in cui l'innovazione tecnologica ci ha dato l'opportunità di trovarci, la libertà dell'informazione e dei mezzi di comunicazione".

"Il fatto che questa iniziativa vada a intervenire direttamente sulla carta costituzionale, aggiornandola con principi che ai tempi in cui fu redatta ancora non esistevano - prosegue - è un'operazione che dimostra come nell'interesse dell'intero Paese alcune riforme, anche quando non fanno rumore, siano necessarie per riportare l'Italia al passo con i tempi".

"L'accesso a Internet - aggiunge Zingaretti - deve essere considerato un vero e proprio diritto fondamentale dell'uomo, come e' gia' stato deciso da altri Paesi europei, dalla Finlandia all'Estonia, seguendo la strada che gli Stati Uniti e l'Onu stanno percorrendo per innalzare la liberta' della Rete a norma del diritto internazionale. Per lo sviluppo di un Paese, infatti, le infrastrutture immateriali sono indispensabili al pari di quelle materiali".

"Il web è un mezzo fondamentale per i rapporti commerciali, economici, sociali e culturali di tutta l'Italia, e il nostro territorio ha bisogno di un'infrastruttura tecnologica aperta, standard e libera - conclude il presidente della Provincia di Roma - Proprio per questomi farò promotore di una mozione affinché il Consiglio provinciale sostenga questa proposta, e il Parlamento possa fare propria in tempi rapidi questa scelta coraggiosa e di modernita'".

29 Novembre 2010