L'Antitrust europeo apre un dossier su Google

INTERNET

A seguito di una serie di denunce Bruxelles mette l'azienda sotto osservazione per presunto abuso di posizione dominante nel search engine e nella gestione del "quality score". Il motore: "Pronti a collaborare"

di Federica Meta
Google finisce nel mirino dell'Antitrust europeo, che apre un'inchiesta formale per verificare se il motore di ricerca più cliccato del Web abbia violato le regole europee sulla concorrenza.

L’apertura del procedimento ha fatto seguito ad alcune denunce presentate a Bruxelles, in cui  Mountain View viene accusato dai concorrenti di abuso di posizione dominante nel settore dei motori di ricerca. Tra le aziende che "accusano" Google , spicca Microsoft che si è mossa tramite la sua controllata Ciao, il portale rilevato nel 2008. Accuse sono giunte anche da altri due operatori più di nicchia, un sito francese di documenti giudiziari (ejustice.fr) e un portale britannico di paragoni sui prezzi (Foundem).

L'apertura dell’inchiesta – chiarisce però Bruxelles - non implica che esistano prove dell'esistenza dell’infrazione della normativa Ue, ma solo che i servizi del commissario responsabile Joaquín Almunia condurranno “un'inchiesta approfondita sul caso e in modo prioritario”.

Nelle denunce presentate alla Commissione europea gli operatori del Web accusano Google di penalizzarli nei risultati delle ricerche sia gratuite sia a pagamento. Bruxelles dovrà quindi chiarire se il colosso Internet abbia abusato della sua posizione per "abbassare nei suoi risultati la posizione dei servizi concorrenti specializzati nel fornire agli utenti alcune tipologie di contenuti specifici quali i siti di comparazione dei prezzi, e di privilegiare i propri servizi equivalenti dando loro una posizione privilegiata in modo da escludere i concorrenti", si legge nel documento della Commissione.

Si dovrà inoltre fare luce sulle accuse secondo cui Google avrebbe "abbassato il punteggio di qualità dei servizi di ricerca concorrenti nei risultati delle ricerche a pagamento". Il punteggio di qualità (Quality score) è infatti uno dei fattori che determina il prezzo per piazzare una pubblicità su Google.

Altro capitolo dell'inchiesta di Bruxelles riguarda le clausole di esclusività che Mountain View imporrebbe ai partner pubblicitari, vietando loro di esporre certi tipi di pubblicità forniti dai motori di ricerca concorrenti, così come ai produttori di computer e di software. Infine Almunia dovrà fare chiarezza sull'accusa di "restrizione della trasferibilità delle campagne pubblicitarie online verso piattaforme di pubblicità online concorrenti".

La reazione della società non si è fatta attendere. "Sin da quando l'azienda è stata creata, ci siamo impegnati per fare la cosa giusta per i nostri utenti e per il nostro settore - si legge in una nota - Abbiamo fatto in modo che la pubblicità fosse sempre chiaramente indicata come tale, abbiamo fatto in modo che gli utenti possano trasferire i propri dati in modo semplice quando decidono di passare ad altri servizi e abbiamo investito pesantemente in progetti open source. Tuttavia, ci sarà sempre spazio di miglioramento e quindi lavoreremo con la Commissione per affrontare le loro preoccupazioni".

30 Novembre 2010