Question time sulla web tv: ancora dubbi sul ruolo di YouTube

REGOLE

Di Pietro all'attacco, dopo il varo da parte dell'Agcom delle nuove regole per le emittenti online: "Valgono anche per YouTube?".

di P.A.
"Il ministero dello Sviluppo economico si impegna a favorire la crescita di web tv e web radio nel rispetto dei regolamenti varati dall'Agcom lo scorso 25 ottobre e in fase di pubblicazione". Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, rispondendo nel question time alla Camera ad un'interrogazione dell'Italia dei Valori sulla disciplina attuativa del decreto Romani sui servizi media audiovisivi.

Vito ha ricordato che "l'Agcom ha messo a punto la normativa seguendo con attenzione i principi delle direttive europee e stabilendo che la disciplina riguarda i soggetti che hanno una reponsabilità editoriale e fanno concorrenza alla tv". Il ministro ha precisato che "le norme sono circoscritte ai soggetti con fatturato annuo superiore ai 100mila euro" e che con il regime del silenzio-assenso i soggetti che svolgono un'attività lineare, cioè con palinsesto, "si intendono autorizzati entro 30 giorni dalla domanda". Per i soggetti che svolgono attività non lineare, invece, "la segnalazione certificata è sufficiente per l'inizio attività".

Infine i soggetti interessati hanno un anno di tempo dall'entrata in vigore del regolamento per presentare domanda e nel frattempo possono regolarmente proseguire l'attività e i contributi sono stati ridotti di un sesto rispetto alle cifre iniziali.

"Prendiamo atto che l'Agcom ha limitato i danni, ma sempre danni sono". Lo ha detto il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, illustrando l'interrogazione del suo partito sulla disciplina attuativa del decreto Romani sui servizi media audiovisivi, varata la scorsa settimana dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nel corso del question time alla Camera con il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito.

"Abbiamo espresso la nostra contrarietà al decreto Romani - ha ricordato Di Pietro - perché equipara il web ai canali tv tradizionali. Le normative europee vietano vincoli autorizzativi per il web. L'Agcom, dopo aver tentato di varare una normativa capestro, ha limitato i danni, ma siamo preoccupati perché resta l'equiparazione tra web e tv e si intacca il diritto costituzionale del libero accesso al web. Permangono dubbi: se trasmetto un video su YouTube devo sottostare a questa disciplina e può YouTube esercitare un controllo su questo video?".

Riferendosi alla bozza di regolamento per la tutela del diritto d'autore sul web, all'attenzione dell'Agcom, Di Pietro ha espresso, inoltre, la contrarietà dell'Idv "all'obbligo di comunicare all'Autorità i dati sul traffico, all'oscuramento dei siti senza passare attraverso l'autorità giudiziaria e al blocco delle porte IP utilizzate per lo scambio di file coperti da copyright". "La rete non può essere fermata - ha concluso Di Pietro -. Più la rete è libera, più c'è democrazia".

Le nuove regole sui servizi media audiovisivo (voti contrari, appunto, di D'Angelo e Sortino) riguardano le emittenti con palinsesto e quelle on demand, ma si applicheranno solo ai soggetti con ricavi superiori a 100mila euro annui. Non è prevista alcuna autorizzazione, ma gli operatori dovranno comunque comunicare l'apertura di un'attività avvalendosi del silenzio-assenso.

Nessun canone annuale, ma un contributo una tantum di 500 euro per i servizi tv e di 250 euro per quelli radiofonici. Nonostante il voto contrario i commissari di opposizione ne hanno apprezzato i miglioramenti. Rimangono dubbi - sollevati oggi dall'Idv durante il question time - sull'opportunità di estendere ad Internet un impianto normativo tipico delle tv tradizionali che prevede fra l’altro responsabilità editoriale, obbligo di rettifica e tenuta del registro dei programmi. Perplessità anche sulla disciplina - ritenuta troppo vaga - prevista per gli aggregatori di video, come YouTube, che sono esclusi, a meno che non abbiano una reponsabilità editoriale e non facciano concorrenza alla tv.

01 Dicembre 2010