Un "pulsante" anti-tracciabilità: la nuova battaglia Usa per la privacy online

STATI UNITI

La Federal Trade Commission propone un sistema di "opt-out" per evitare ai navigatori di essere bombardati con messaggi pubblicitari. "L'auto-regolamentazione dell'industria non ha funzionato"

di Patrizia Licata
Le autorità statunitensi si muovono contro la minaccia alla privacy rappresentata dal behavioural advertising, che traccia le attività online degli utenti raccogliendo informazioni sulle loro abitudini di navigazione al fine di costruire pubblicità mirate. La Federal trade commission si è pronunciata a favore della creazione di una funzionalità di "opt out" volontaria all'interno dei browser.

La Ftc ha chiarito di voler semplicemente avviare un dibattito, non di cercare un’imposizione per legge, anche se è possibile che si arrivi a una proposta per il Congresso l’anno prossimo. "Molti di noi nella commissione pensano che sia l’ora di instaurare un meccanismo Do not track", ha dichiarato il presidente Jon Leibowitz. “Quello che vogliamo fare intanto è offrire alle aziende delle best practice”. Tuttavia il chairman della Ftc ha aggiunto: "L’auto-regolamentazione nella privacy si è rivelata poco efficace. Sarà necessario richiedere una misura legislativa se le aziende non adottano nuove misure”.

La Ftc propone un pulsante che consenta agli utenti di disabilitare il tracciamento (“do not track button”) delle proprie attività da parte di siti e servizi online. L’idea di fondo è la stessa della “do not call list”, la lista con cui gli utenti Usa possono esprimere la volontà di non ricevere offerte promozionali per via telefonica. Il pulsante “do not track” comparirebbe sui maggiori browser in circolazione (Microsoft, Mozilla, Google): l’utenza avrebbe così a disposizione uno strumento semplice con cui abilitare il proprio “opt out”.

La proposta della Ftc sposa in pieno il progetto Do Not Track della Stanford University che ha proprio lo scopo di favorire la disattivazione del behavioral advertising per mezzo di "adesioni volontarie, di un'auto-regolamentazione dell'industria o di leggi di Stato o federali". I ricercatori della Stanford non prendono posizione in merito alle alternative possibili, ma la Ftc sembra aver scelto di avviare innanzitutto un dibattito con gli attori interessati, per arrivare eventualmente alla legge se non ci sarà l’attesa risposta dell’industria. Intanto il gruppo di lavoro Articolo 29 dell'Ue ha accolto l’invito della Ftc e sta studiando le possibilità di una misura analoga sul mercato europeo.

03 Dicembre 2010