E se Wikileaks fosse un pezzo dei Servizi o un dottor Stranamore?

SENTIERI DEL VIDEO

I militari usa abbandonarono Internet perché insicura. Ma anche la rete...

di Enrico Menduni, professore di Media e Comunicazione all'Università Roma Tre
Il dipartimento Usa invoca “pene esemplari” per i “responsabili” (?) della più ampia diffusione di documenti diplomatici della storia; qualche voce stonata parla di “complotto”, “11 settembre della diplomazia”; qualcuno infine svaluta i contenuti come commenti di funzionari di terz’ordine e via via sottovalutando.

Premetto che i reports di Wikileaks sono acuti e imprecisi, maligni ed esatti come tutte le relazioni diplomatiche, se ne avete mai letta una. Consiglio il delizioso: Agenti segreti di Venezia 1707-1797, a cura di G. Comisso, Milano, Bompiani, 1945. Oppure Relazioni Degli Stati Europei Lette Al Senato Dagli Ambasciatori Veneti Nel Secolo Decimosettimo, Racolte Ed Annotate e da N. Barozzi E G. Berchet [Venezia 1863], recentemente ristampate e che potete comprare su Amazon per $ 34,77.

Il problema è non fare arrivare i rapporti ad occhi indesiderati e questo, devo ammettere, è un problema non da poco nell’era di Internet. Ma non mi pare che la security del Dipartimento di stato sia stata all’altezza. Poiché mi pare improbabile che Wikileaks sia andata in giro a fare una colletta di documenti segreti, è probabile che ci sia una gola profonda che aveva accesso all’intero lotto e che lo ha sottratto. A quanta persone il Dipartimento di stato fa conoscere tutta questa roba? È sicuro che non siano accessibili a subordinati, signore delle pulizie, stagiste (ne giravano parecchie)? È evidente che ci sono state delle perdite (significato letterale di leak, sia per quanto riguarda lo scarico del lavandino che la pipì).

La gola profonda può anche appartenere a qualche organizzazione che aveva già sottratto i documenti e ad un certo punto ha ritenuto utile divulgarli; oppure in cui qualcuno ha deciso di diffonderli in proprio. Magari con qualche cambiamento o omissione: cosa che noi non sapremo ma che gli 007 della Clinton potrebbero indagare. Negli anni ‘60 i documenti si fotografavano con le Minox (una compare in Agente 007 al servizio segreto di Sua Maestà, 1969, ma peraltro Bond la impugna all’incontrario), ma adesso l’email ha assai semplificato (o complicato, a seconda dei punti di vista) la faccenda.

Naturalmente la chiave sono: i livelli di criptaggio; una struttura di sicurezza in cui la conoscenza sia segmentata; tecniche digitali per cui il documento incorpora il codice del mittente e del destinatario. Nessuno di questi sistemi è sicuro al 100%, ma insomma… i militari americani avevano abbandonato Internet perché ritenuta insicura ma anche la loro rete, beh, non mi sembra all’altezza. Sempreché Wikileaks non sia semplicemente un pezzo dell’amministrazione o dei servizi, un qualche dottor Stranamore o simili: voi siete sicuri che non sia così?

13 Dicembre 2010