Take over Google-Ita, scende in campo anche Microsoft

LOBBY

Fa la voce grossa la lobby contro l'acquisizione dell'azienda attiva nel travel online. Si punta a ottenere il "niet" del dipartimento di Giustizia Usa per violazione delle leggi antitrust

di Patrizia Licata
Fa la voce grossa il gruppo di aziende americane che si oppongono all’acquisizione di Ita Software da parte di Google: Microsoft ha fatto il suo ingresso ufficiale nella lobby che sta cercando di convincere il governo Usa a bocciare la proposta di acquisto da parte di Big G (per 700 milioni di dollari) della società che realizza software di travel-information. In ballo possibili violazioni degli accordi sulla concorrenza. Intanto Google non si ferma: vuole anche Twitter per rafforzare il business della pubblicità.

La coalizione
 FairSearch.org (che include, tra gli altri, Expedia, Farelogix e Kayak.com) ha reso noto che Microsoft, insieme agli altri membri, si impegnerà a dimostrare "che le aziende sono preoccupate dalla grave minaccia posta ai consumatori dall’accordo tra Google e Ita sul mercato dei viaggi online".

Ita Software, che Google ha annunciato di voler acquisire a luglio, fornisce tecnologie per raccogliere informazioni sui viaggi (in particolare i voli aerei) a diverse aziende, tra cui la stessa Microsoft.
 I concorrenti temono che Google possa usare il suo potere di mercato come motore di ricerca leader (controlla il 66% della search negli Usa) per ostacolare la competizione nell’industria del travel online.

Ad agosto il dipartimento della Giustizia americano ha informato Google che avrebbe esteso la sua usuale revisione antitrust dell’accordo con Ita facendo partire un secondo esame per raccogliere ulteriori dettagli.
 Obiettivo di
 FairSearch.org è proprio convincere il dipartimento della Giustizia Usa ad apporre il veto alla proposta di acquisizione di Google.

"Come cliente di Ita Software, la possibilità per Microsoft di fornire ai consumatori sistemi innovativi per trovare i voli migliori ai prezzi più bassi online, dipende dalla competitività del mercato”, ha dichiarato l’azienda di Redmond. “Microsoft si unisce perciò a FairSearch.org per contribuire a dimostrare come il proposto merger Google-Ita possa danneggiare i consumatori rallentando l’innovazione e facendo salire i costi dei viaggi”.

“Microsoft è il nostro maggior concorrente e ogni volta che Google decide un’acquisizione fa azione di lobby contro. Non siamo sorpresi”, è il commento da Mountain View.

Intanto Google muove alla volta di Twitter. L’integrazione dei promoted tweets nel servizio di ricerca real-time, attiva da novembre, ha coinciso con la rivelazione che l’azienda di Mountain View avrebbe tentato, ancora senza successo, di comprare il sito dei conguettii. Il colosso della ricerca avrebbe presentato un’offerta iniziale di 2,5 miliardi di dollari, definita un “insulto” dai fondatori di Twitter. Google sarebbe quindi tornata all’attacco mettendo sul piatto 4 miliardi, ma ottenendo solo un altro rifiuto. Paul Byrne, senior account manager di Greenlight, società specializzata in search marketing, pensa che queste voci siano il segnale di trattative ancora in corso tra le due aziende, mentre l'inserimento dei tweets pubblicitari nei servizi offerti da Google sarebbero il primo passo dell’integrazione tra le due aziende.

Secondo Byrne un allineamento tra Twitter e Google sarebbe molto conveniente per entrambe, nonché per gli inserzionisti, dando a Google un prezioso biglietto di ingresso nel settore social e a Twitter una platea di utenti enorme. “Comprare Twitter sembra un buon affare per tutte e due le aziende, se si troverà l’accordo sul prezzo”, afferma Byrne.

Il top manager pensa anche che, benché al momento i promoted tweets appaiano solo nella sezione real-time di Google, presto potrebbero arrivare sulle normali pagine dei risultati del motore di ricerca. Tutti i player del settore stanno cercando di integrare i risultati provienienti dai siti sociali, Bing compreso, che ha una partnership con Facebook. Meno probabile, invece, che Google integri i promoted tweets nella sua piattaforma pubblicitaria Adwords, potenzialmente cannibalizzando la sua principale fonte di guadagno.

Tuttavia, lo scenario cambia se Google e Twitter diventano la stessa azienda: in questo caso i tweets promozionali potrebbero diventare parte integrante del macchinario pubblicitario di Google. Le pubblicità a pagamento di Twitter si trasformerebbero in una nuova piattaforma di Google per gli inserzionisti, dando loro una scelta sempre più ampia, perché i tweets possono essere commentati e rispediti, creando un effetto a catena impossibile con Adwords. “Questo è il vero valore di un’eventuale acquisizione di Twitter da parte di Google”, sottolinea Byrne.

I media sociali e il marketing sui media sociali sono aree in cui Google è ancora debole, secondo Greenlight: per questo l’espansione di Facebook preoccupa tanto Mountain View. Anche se Google resta il motore di ricerca più usato del mondo, il modo in cui le persone passano il tempo online sta cambiando a favore dei social network. Allearsi con Twitter permetterebbe a Google di superare il suo tallone d’Achille, conclude Byrne: darebbe ai suoi inserzionisti una nuova piattaforma di valore e farebbe di Google una web company “completa”.

15 Dicembre 2010