Pirateria, il Congresso spagnolo boccia la Hadopi di Zapatero

COPYRIGHT

In commissione Economia 20 voti contro e 18 a favore per le norme che prevedono l'oscuramento dei siti che consentono download illegale. Ora la palla passa al Senato

di Federica Meta
Luce rossa al Congresso dei deputati di Madrid al discusso disegno di “legge Sinde”, dal nome del ministro della cultura Angeles Gonzalez Sinde, che prevedeva fra l'altro la possibilità di chiudere i siti che consentono di scaricare gratuitamente musiche o film protetti da diritti d'autore. Il progetto di normativa è stato bocciato con 20 voti contro e 18 a favore dalla commissione economica del Congresso. Ora passa - con il complesso di proposte che fanno parte del pacchetto sull'economia sostenibile - all'esame del Senato,che potrebbe, per iniziativa del partito socialista Psoe del premier Josè Luis Zapatero, cercare di riproporlo l'anno prossimo. Al Congresso la proposta è stata appoggiata dal Psoe, gli altri partiti hanno votato contro.

La “ley Sinde” riconosce il “mancato rispetto dei diritti di proprietà intellettuale", come uno dei cinque motivi per i quali può essere limitata e, se necessario interrotta, la fornitura della connessione Internet, previa sentenza da parte dell’autorità giudiziaria competente. Finora le disconnessioni erano previste per azioni contro l’ordine pubblico, la tutela della salute pubblica, il rispetto per la dignità della persona e del principio di non discriminazione, e la protezione della gioventù e dell'infanzia.

Le nuove norme inoltre danno agli “organismi competenti” la facoltà di richiedere i dati degli utenti ai provider che, dal canto loro, saranno obbligati a fornirli per “consentire l'identificazione di chi sta eseguendo il comportamento violati”.

Contestualmente è prevista la creazione di una commissione per la Protezione della proprietà intellettuale potrà decidere, in prima istanza, di far sparire dal Web siti e portali dedicati al download illegale, anche senza sentenza dell’autorità giudiziaria. Il nuovo organismo, infatti, pur non avendo il potere di decidere di staccare la linea all’utente “pirata” - la disconnessione può avvenire solo su sentenza del giudice, dice la Ley de Economia Sostenibile – potrà comunque decidere di bloccare siti, anche di peer-to-peer, che violano le leggi sul diritto d’autore.

La commissione dipenderà dal ministero della Cultura e sarà composta da cinque membri eletti anche in collaborazione con il ministero dell’Industria.

L’organismo potrà rivolgersi ai provider per identificare i siti dove si può scaricare illegalmente e questi saranno obbligati a consegnarli. I siti, dal canto loro, potranno raccogliere il primo invito a “cambiare business model”; in caso di rifiuto potranno essere sanzionati con il blocco sul Web.

Oltre alla tutele del copyright le nuove norme fanno cenno anche alla questione del dividendo digitale, senza però specificare come verranno distribuite le frequenze lasciate libere dal passaggio dalla Tv analogica o digitale (la Ue invita a riallocarle nel settore delle Tlc per lo sviluppo della banda larga). Quello che puntualizza però è che “il servizio universale di banda larga a 1 megabit al secondo, che il governo conta di dare entro il nel 2011, può essere assicurato con qualsiasi tecnologia e che si può fissare un prezzo massimo”.

22 Dicembre 2010