Libri digitali, la Ue verso un tetto per Mountain View

LA PROPOSTA

Un gruppo di esperti chiede alla Commissione europea più concorrenza nel business della digitalizzazione del patrimonio culturale europeo: "No a un unico player"

di Patrizia Licata
Sette anni e poi le opere d’arte digitalizzate da Google dovranno essere messe a disposizione di altre aziende che vogliono commercializzarle. E’ il parere di tre esperti interpellati dalla Commissione europea e la norma si applicherebbe, naturalmente, a tutte le altre società che come Google stanno mettendo insieme enciclopedie digitali del sapere europeo.

Il gruppo di esperti, di cui fa parte Maurice C. Lévy, presidente e chief executive della società di comunicazione e advertising Publicis, consiglia alla Commissione Ue di incoraggiare la nascita di altre aziende innovative che si impegnino nel compito di digitalizzare il patrimonio culturale europeo. “Pensiamo che ci siano grandi opportunità per nuovi attori che facciano concorrenza a Google”, ha dichiarato Lévy. Google è stata “fondamentale nel processo” di digitalizzazione delle opere europee, come libri, film, quadri e fotografie, ma non è “positivo avere un solo attore in gioco”, ha aggiunto.

Androulla Vassiliou, il commissario Ue all’istruzione e cultura, concorda con i suggerimenti del gruppo di esperti (che comprende anche Elisabeth Niggemann, direttore generale della Biblioteca nazionale tedesca, e Jacques De Decker, segretario permanente dell’Accademia reale belga per la lingua e letteratura francese), che prefigurano un sistema in cui aziende come Google potrebbero recuperare i costi della digitalizzazione, ma in cui il loro utilizzo preferenziale dei materiali raccolti sia limitato a sette anni.

Di conseguenza, nel primo periodo di utilizzo “preferenziale”, un libro di una biblioteca digitalizzato per esempio da Google sarebbe disponibile solo sul sito di Google, della biblioteca in questione o di altri siti che lo mettono a disposizione, però, gratuitamente. Dopo i sette anni, invece, diventerebbe utilizzabile a scopi commerciali da altre aziende. Attualmente Google osserva un periodo preferenziale di quindici anni, ma sembra che all’Ue piaccia la proposta di dimezzare questo tempo: Neelie Kroes ha commentato di essere d’accordo sul limite dei sette anni.

11 Gennaio 2011