Searching online: Google "premia" chi paga? Scatta l'indagine Ue

ANTITRUST

L'Antitrust invia un questionario agli inserzionisti per verificare quanto la pubblicità a pagamento sul motore influenzi il posizionamento nelle attività di query. Intanto il dipartimento di Giustizia Usa pronto a ricorrere contro l'acquisizione di Ita Software

di Patrizia Licata
Si approfondisce l'indagine dell’antitrust Ue su Google: Bruxelles vuole capire se Google abbia manipolato i risultati della ricerca e usato la sua piattaforma di advertising per favorire i propri affari e mettere in posizione di svantaggio i rivali della pubblicità online e della Internet search. Le autorità europee hanno inviato agli inserzionisti un questionario riservato (ma di cui l’International Herald Tribune ha potuto visionare una copia) in cui chiede se il colosso americano si comporti in modo scorretto portandoli più o meno subdolamente a pagare di più per ottenere un posizionamento migliore nei risultati di ricerca o addirittura impedendo loro di cambiare partner per la pubblicità.

“Illustrate se, e, nel caso la risposta sia affermativa, in quale misura, la vostra spesa in pubblicità con Google abbia avuto un’influenza sul vostro ranking nella natural search”, chiede il questionario dell’antitrust europeo. “Google vi ha mai fatto capire che aumentando la spesa in pubblicità avreste migliorato anche il posizionamento nella ricerca naturale?”, continua il questionario. Naturalmente Google nega che ci sia relazione tra la spesa di un’azienda in advertising e il suo ranking sul motore di ricerca.

Gli investigatori Ue chiedono agli inserzionisti anche di indicare se hanno automaticamente scelto di avere altri servizi di advertising con Google, per esempio su mobile, per capire se il colosso americano stia rapidamente conquistando il predominio anche della pubblicità sui device mobili, ormai divenuti uno dei canali principali di accesso al web.

I guai antitrust non sono una novità per Google: proprio in questi giorni il dipartimento di Giustizia americano starebbe preparando, secondo il Wall Street Journal, i documenti legali da portare in tribunale nel caso decidesse di contestare la proposta di acquisizione di Ita Software da parte di Google. L'accordo per comprare Ita, l’azienda che produce una tecnologia per l’online travel usata da molti siti Internet di ricerca e prenotazione voli, annunciato da Google a luglio 2010, è subito stato criticato dalla concorrenza come sleale. Il governo ha tempo fino a febbraio per scegliere se procedere legalmente o approvare l'acquisizione; per ora nessuna decisione definitiva è stata presa.

"Stiamo cooperando al massimo col dipartimento della Giustizia per fornire tutte le informazioni richieste”, ha detto Google; “noi siamo convinti che questa acquisizione aumenterà la concorrenza sul mercato”.

14 Gennaio 2011