Contenuti convergenti killer app per le reti

LIBRO BIANCO

Accesso universale, neutralità della rete e diritto alla privacy: sono i tre pilastri dell'attività dell'Authority nel mondo digitale, che emergono dal Libro bianco di Agcom

di Patrizia Licata
E’ la convergenza il grande leit motiv del Libro Bianco sui contenuti presentato ieri dall’Agcom a Roma. In una cultura non più tv-centrica, “il compito dell’autorità - dice il commissario Nicola D’Angelo - è garantire l’accesso a Internet a tutti e tutelare i diritti”.

“Il contenuto è un’industria a pieno titolo e ormai non dipende più da quale piattaforma lo veicoli”, ha ribadito Roberto Viola, Segretario generale dell'Agcom. ”Contenuti, reti e investimenti sono la chiave dello sviluppo tecnologico e ogni elemento traina l’altro, ma il contenuto è la vera killer application”.

“Il fattore chiave dello sviluppo dei contenuti è il suo trasformarsi in elemento sociale”, ha indicato Augusto Preta, direttore di ITMedia Consulting e curatore del Libro Bianco, mentre sul piano economico emergono più attori sul mercato. “Il vero vantaggio competitivo non è però delle telco”, secondo Preta, “bensì delle aziende nate su Internet”.

Il Libro Bianco è un testo “straordinario che analizza in che modo i contenuti offrono strumenti di espressione agli attori sociali”, secondo Mario Morcellini, preside della facoltà di Scienza della Comunicazione.

“La convergenza offre grandi opportunità agli operatori ma occorre uno sforzo nell’offerta per catturare il mercato”, per il commissario dell’Agcom Antonio Martusciello. “Con l’affermarsi dei modelli a pagamento, il servizio pubblico dovrà occuparsi di mettere a disposizione di tutti contenuti diversificati e di qualità”.

Da parte sua l’autorità dovrà regolare evitando tre rischi fondamentali, ha concluso il giurista Vincenzo Zeno-Zencovich dell’Università Roma Tre: che siano limitate le libertà di tutti per colpa degli abusi di alcuni (come accade con Hadopi), che vengano selezionati i contenuti (venendo meno ai principi della neutralità) e che si perda l'inalienabile diritto dell’utente all'anonimato in rete.

27 Gennaio 2011