E' ufficiale: LinkedIn si quota in Borsa

SOCIAL NETWORK

L'azienda ha fatto formale richiesta alla Sec. E c'è chi sostiene che si tratta solo della prima di una serie di operazioni che vedranno protagoniste le Internet company. Facebook e Groupon le principali "candidate"

di Patrizia Licata
E’ ufficiale: LinkedIn ha fatto richiesta all’ente regolatore americano per la sua Ipo, come rivela oggi il Wall Street Journal, sottolineando che potrebbe trattarsi della prima di una serie di quotazioni di alto profilo da parte di Internet companies come Facebook e Groupon.

Con sede a Mountain View, in California, LinkedIn gestisce una rete online per professionisti che conta oltre 90 milioni di membri registrati. Nei documenti presentati alla Securities and exchange commission l’azienda non specifica quante azioni metterà sul mercato né a quale prezzo. Tuttavia il dossier con cui LinkedIn chiede formalmente la quotazione in Borsa permette di gettare per la prima volta uno sguardo approfondito su un’attività di social networking diventata remunerativa. Una dimostrazione quanto mai necessaria perché, se il social networking è diventato la tecnologia di Internet più in voga del momento, anche grazie al successo planetario di Facebook, attrarre milioni di utenti non sempre significa generare profitti.

LinkedIn prova che un business model esiste: nel file presentato alla Sec si legge che le entrate dell’azienda hanno raggiunto 161 milioni di dollari nei nove mesi terminati il 30 settembre 2010, mentre l’utile netto è di 1,85 milioni. La company è andata in attivo proprio l’anno scorso, mentre nei primi nove mesi del 2009 perdeva 3,4 milioni di dollari. Anche per il 2011 LindeIn non prevede profitti, ma ciò accadrà perché, spiega il management, sta fortemente investendo in infrastruttura tecnologica e nell’espansione internazionale.

A differenza di altre aziende del web che dipendono esclusivamente dalla pubblicità online per i loro guadagni, LinkedIn afferma di avere tre fonti di revenue: una è l’advertising, ma ci sono anche gli abbonamenti premium e le soluzioni di recruitment per i dipartimenti di risorse umane delle aziende che cercano nella sua banca dati. Quest’ultima categoria è quella cresciuta più rapidamente e rappresenta circa il 41% del fatturato di LinkedIn nei primi nove mesi del 2010.

La diversificazione è il segreto del successo del sito, secondo l’analista di eMarketer Debra Aho Williamson: “Così si è meno esposti nel caso un mercato rallentasse. L’ideale è un business a tutto tondo e LinkedIn sembra averlo costruito”.

28 Gennaio 2011