Google attacca Microsoft: "Bing copia i nostri risultati"

LA GUERRA DEI DATI

L'azienda di Redmond replica all'accusa di concorrenza sleale: "I dati vengono comunicati dagli utenti su base volontaria. Il web si basa sull'intelligenza collettiva"

di Patrizia Licata
Google non ha dubbi: la rivale Microsoft "compete in modo sleale" e copia i suoi risultati delle Internet search nel tentativo di restringere il predominio che Mountain View detiene sul redditizio business della ricerca online. Matt Cutts, capo della “qualità delle ricerche” di Google, ha definito la condotta di Microsoft “pazzesca” e ha invitato la casa di Redmond a rivelare quanti dati abbia raccolto dagli utenti di Google e come li usi per determinare i risultati sul suo servizio di ricerca, Bing.

Il colosso del software non ha direttamente respinto le accuse, ma ha dichiarato che quanto Google sostiene si basa su “pochi casi eccezionali”; inoltre Microsoft ha detto che sfruttare i dati relativi alle attività sul web degli utenti di Google serve a rifinire i risultati di Bing e riflette una pratica generalizzata su Internet: i servizi online, nota la società di Bill Gates, imparano dal comportamento dei navigatori.

La disputa è scoppiata dopo che Google ha reso noto l'esito di un test effettuato proprio per dimostrare che Bing copia i suoi risultati. Google ha inserito dei risultati fasulli sul suo motore di ricerca in risposta a delle ricerche volutamente distorte, come spiega Cutts sul Financial Times. Poi ha effettuato le stesse ricerche su Bing e ha visto comparire gli stessi risultati fasulli.

Microsoft, afferma Cutts, ha catturato i dati delle ricerche su Google tramite il suo browser Internet Explorer 8 e la barra degli strumenti di Bing: questi inviano a Microsoft i dettagli dei click degli utenti di Google, purché su Explorer e Bing siano attivati alcuni parametri. Per questo Microsoft parla di comunicazione volontaria dei dati da parte dei navigatori. Stefan Weitz, direttore del motore di ricerca Bing, sottolinea che i click catturati da Internet Explorer o dalla search bar di Bing sono solo “uno degli oltre mille segnali” che Bing usa per il suo algoritmo di ricerca. Harry Shrum, corporate vice president di Microsoft, cerca di abbassare i toni: “Non è esattamente copiare. Impariamo dai dati che i clienti condividono con noi”, dichiara. “Il web funziona proprio su questa intelligenza collettiva”.

Come ricorda il Wall Street Journal, in passato Google è stata accusata da alcuni esperti del settore hitech di copiare l’interfaccia utente di Bing, tra cui la home page, la barra di navigazione per i mancini sulla pagina dei risultati e altri elementi. Google non ha mai commentato queste insinuazioni, ma certo la rivalità con Microsoft sui servizi di ricerca è solo un capitolo di uno scontro che si combatte su molteplici fronti, tra cui la pubblicità online, il web browsing e persino i sistemi operativi mobili.

02 Febbraio 2011