Video online, nuovo business per i brand

PUBBLICITA'

Ricerca YuMe: trasferendo il 10% del budget pubblicitario dalla tv alla rete le aziende possono raggiungere a costo zero nuove fasce di pubblico

di Patrizia Licata
Gli inserzionisti non hanno ancora colto a pieno le opportunità offerte dalla pubblicità online e dal sensazionale sviluppo del video su Internet, eppure, secondo uno studio commissionato dall’americana YuMe alla Frank N. Magid Associates, il 66% degli utenti abituali del video online guarda oggi molti più video rispetto a un anno fa e potrebbe essere raggiunto più spesso e con nessuna spesa aggiuntiva rispetto ai tradizionali spettatori della tv con le brevi ed efficaci video ads.

Lo studio di YuMe, che realizza tecnologie per il video advertising, ha scoperto che il 48% degli utenti probabilmente guarderà più video online nel 2011 rispetto al 2010. La qualità dei contenuti dell’online video viene ormai considerata all'altezza di quelli proposti dalla televisione, anzi il 50% del campione sottolinea che può trovare online contenuti più esclusivi che in tv.

Chi sono gli utenti-tipo? Più donne che uomini, di età media e con un alto grado di istruzione. Il 49% guarda i video su Internet tutti i giorni, per una media di 7 ore a settimana. A dominare è il contenuto in formato breve: il 70% di chi ha risposto al sondaggio vede clip di programmi che durano meno di 5 minuti. Su Internet finisce l’era del palinsesto predefinito: i video online piacciono perché sono disponibili quando vuole l’utente, non quando li programma l’emittente.

Dove sono dunque le opportunità per gli inserzionisti? Chi guarda i video online, rivela YuMe, è più attento alle pubblicità: il multi-tasking è frequente con gli spot in tv, ma quando si guardano le pubblicità collegate con i video online, che sono più brevi e mirate, gli utenti di solito si lasciano incuriosire. Il 58% del campione rivela infatti che, ogni volta che parte la pubblicità in televisione, si alza e fa qualcos’altro in casa, contro il 26% che adotta lo stesso comportamento con le ads online.

Questi utenti che hanno l’abitudine di consumare molti video online, e che riducono sempre più il tempo che passano davanti al piccolo schermo, non possono essere raggiunti solo con la pubblicità in tv, conclude YuMe. Che cosa accade dunque a un inserzionista di un noto brand che trasferisce parte (dal 5 al 15%) del suo budget per la tv al canale web? Secondo un’analisi separata condotta da YuMe basandosi su dati Nielsen e tre fasce demografiche (donne 18-54, donne 25-34, uomini 25-34), con le pubblicità inserite nei video online il brand ha raggiunto più pubblico e acquisito accesso a utenti che non avrebbe raggiunto con la sola tv, e senza alcuna spesa aggiuntiva; in più è aumentato il numero di persone che ha guardato le pubblicità più volte, mentre per l’inserzionista è notevolmente sceso il costo per migliaia di impressioni (Cpm).

04 Febbraio 2011