Microsoft al contrattacco 'Il vero cattivo è Google'

UNIONE EUROPEA

Microsoft prova a trascinare con sè Google. Secondo quanto riportato dal Financial Times, infatti, nella nota che Microsoft avrebbe inviato all'Unione Europea in risposta all'accusa di abuso di posizione dominante, la società di Windows avrebbe risposto che penalizzando il suo browser la Commissione avvantaggerebbe Google.

Il quotidiano online ha fatto trapelare l'indiscrezione avendo avuto accesso alla nota che Mocrosft sta preparando per rispondere alla Commissione Europea sulla questione del monopolio.

La notizia però non sarebbe stata confermata da un portavoce della Ue che ha ribadito che la Commissione "esaminerà tutti gli argomenti presentati da Microsoft nella sua risposta di obiezione", ma che ancora non esiste una nota ufficiale.

La Commissione ha accusato Miscrosoft di ostacolare i suoi rivali vincolando i navigatori web al sio sistema operativo Windows.
All'accusa Microsoft aveva risposto il 28 aprile con una "dichiarazione di obiezione" e chiesto e ottenuto un'udienza davanti alla Commissione all'inizio di giugno.

Vincolando Internet Explorer a Windows, infatti, Microsoft restringe le possibilità che i suoi utenti utilizzino prodotti rivali, danneggia l'innovazione e sminuisce la possibilità di scelta dei consumatori, aveva detto la Commissione.

A questo Microsoft aveva risposto che l'Ue avrebbe potuto ordinargli di distribuire anche i navigarori "rivali" con il suo sistema operativo.

Ora, secondo il FT, Microsoft avrebbe scritto di accettare l'indagine della Commissione, ma che questo rilievo la vedrebbe in svantaggio rispetto alle compagnie rivali, come Mozilla di Firefox che ha stipulato un accordo con Google, in modo tale che i suoi navigatori automaticamenti vengano rimandati ad usare il suo motore di ricerca.

Intanto secondo quanto scrive l'agenzia Bloomberg, Microsoft ha annunciato una emissione obbligazionaria in tre tranche a cinque, dieci e trenta anni. L'operazione potrebbe partire già oggi, scrive l'agenzia che cita una fonte vicina al colosso informatico Usa, e contribuirà a finanziare il piano di buy back (riacquisto azioni proprie) da 40 miliardi di dollari e un corposo programma di investimenti nei centri di raccolta dati per far fronte alla concorrenza di Google.

11 Maggio 2009