Editoria, Google sfida Apple con "One Pass"

PIATTAFORME

Meno vincoli e più revenues per i protagonisti dell'informazione che dovranno cedere al motore il 10% degli introiti contro il 30% preteso dalla Mela. E per contrastare Microsoft prova a convincere Nokia ad adottare Android

di Patrizia Licata
L’abbonamento a giornali e riviste di Apple per iPhone e iPad comporta troppi vincoli per gli editori? Ci pensa Google con un prodotto concorrente che, neanche a dirlo, costa meno. Il guanto di sfida prontamente lanciato si chiama One Pass, servizio di pagamento per i contenuti digitali che chiede agli editori solo il 10% delle revenes degli abbonamenti.

Eric Schmidt, il chief executive uscente di Google, ha presentato One Pass definendolo “un punto unico di pagamento per i contenuti su molteplici siti web e applicazioni mobili”. I partner al momento sono tutti gli editori di giornali, ma Schmidt ha detto che il servizio potrebbe essere utilizzato anche per contenuti musicali o video.

Gli approcci contrastanti di Apple e Google sul pagamento dei contenuti vanno al cuore della rivalità, sempre più netta, tra le due aziende: da un lato la piattaforma chiusa e strettamente controllata di Apple che si appoggia pesantemente sulle applicazioni, dall'altro la filosofia "aperta" di Google che tenta di sfruttare device mobili e Internet, spiega il Financial Times in un commento pubblicato oggi.

Come indicato ieri dal Corriere delle comunicazioni, gli editori di giornali e riviste, ma anche di musica e video, non sono molto entusiasti delle condizioni imposte da Apple e in particolare della quota del 30% che Cupertino esige dagli abbonamenti. Google ha saputo proporre un’offerta più appetibile, esigendo un revenue share del 10%. Inoltre, a differenza di Apple, Mountain View darà agli editori i nomi e gli indirizzi e-mail dei loro clienti e anche altre informazioni, se i clienti danno il consenso. “One Pass è un servizio molto publisher-friendly”, ha detto Schmidt. “Praticamente noi non ci guadagnamo niente”.

“La nuova piattaforma di pagamento di Google consente agli editori di avere il pieno controllo sui loro contenuti, il prezzo, le vendite e il rapporto con i clienti a interessanti condizioni commerciali", dichiara Andreas Wiele, responsabile della divisione riviste di Axel Springer. Rupert Murdoch, presidente di News Corp, ha in passato accusato Google per le difficoltà di monetizzazione dei contenuti online. Ma diversi editori europei, tra cui Axel Springer in Germania, Associated Newspapers di Dmgt nel Regno Unito e Prisa in Spagna, hanno già firmato per l'utilizzo di One Pass.

E’ ovvio che nessun editore vuole farsi sfuggire la presenza su iPhone e iPad, ma anche i device con Android sono in forte crescita e Google ha tutta l'intenzione di espandersi ancora. Un'alleanza con Nokia sarebbe gradita, Schmidt non ne ha fatto mistero in un intervento al Mobile World Congress di Barcellona: il Ceo ha dichiarato che Google sarebbe felice di fornire a Nokia il suo sistema operativo per smartphone e, nonostante l’accordo del produttore finlandese con Microsoft, resta aperta alla possibilità di collaborare con Nokia in futuro.

Quanto alla strategia di Google legata al suo sistema operativo (alcuni criticano la frammentazione della piattaforma Android per cui a volte applicazioni sviluppate per un device non funzionano su un altro), Schmidt ha ammesso che il problema esiste, ma ha fatto presente che l’azienda sta ovviando con una clausola “anti-frammentazione” per i vendor. L’arrivo di Html 5, inoltre, dovrebbe aiutare. Google ha anche intenzione di fondere la versione Gingerbread di Android per smartphone con il sistema operativo Honeycomb per tablet nel giro di sei mesi.

A Barcellona Schmidt ha parlato molto del futuro dell’industria mobile, che per Google sarà sempre più dominato dagli smartphone e dai servizi basati sul contesto e la localizzazione e dagli strumenti di ricerca più personali, ma sempre nel rispetto della privacy, ha garantito il Ceo. Presto gli smartphone “saranno in grado di monitorare la nostra salute, mandarci avvisi sui saldi vicino casa e fare cose che oggi nemmeno immaginiamo", ha affermato Schmidt. In un mondo dove altri due miliardi di persone saranno connesse con un telefono cellulare, prevede il numero uno di Google, "in un anno o due, con i telefoni che molti di voi già hanno e i tablet non dimenticheremo più nulla. Ricorderemo tutti gli hotel in cui siamo stati, le foto che abbiamo scattato e gli amici che abbiamo incontratio, perché la memoria dei computer dura per sempre".

I rapidi avanzamenti nella potenza dei telefoni cellulari e dei loro processori significa che device come il Nexus Google S saranno sempre meno costosi e più diffusi nel giro dei prossimi anni, ha continuato Schmidt. Oggi chi scrive software pensa prima ai cellulari che ai Pc, perché gli smartphone in grado di collegarsi a Internet hanno cominciato a superare i computer in termini di vendite nell'ultimo trimestre del 2010 "e i Pc non recupereranno terreno”, secondo il Ceo. “Le più grandi opportunità sono negli smartphone, che, con il vostro consenso, potranno conoscere i vostri gusti e avvisarvi di ciò che può piacervi ed essere di vostro interesse”.

La rapida ascesa dei social network, e in particolare di Facebook, non preoccupa Google: la rivale numero uno resta Microsoft. "La pubblicità su Facebook non sta influendo sulla pubblicità sui nostri siti in alcun modo", ha detto Schmidt. "Facebook ha un business diverso da quello di Google. Microsoft è il vero concorrente e lo rimarrà per molto tempo". Ma, se il futuro è degli smartphone e non dei Pc, sicuramente Google pensa di essere già in pole position.

17 Febbraio 2011