Il Web sarà a due velocità. E gli Isp si specializzeranno

CAPGEMINI

Capgemini: la net neutrality non è applicabile. La Rete si dividerà in più livelli secondo le tipologie di utilizzo. E chi sfrutta pesantemente Internet dovrà pagare di più

di Patrizia Licata
Internet a due velocità? Inevitabile. Per la società di analisi Capgemini la democrazia sul web è destinata a finire, perché il boom del traffico su banda larga costringerà gli Internet service provider a offrire diversi livelli di servizio e di prezzo.

"Alla fine si creerà un altro tipo di rete Ip, a più livelli”, afferma Greg Jacobsen, global sector leader delle attività Tme di Capgemini. "Ci sarà una rete per gli usi scientifici e accademici, una per i servizi commerciali e un’altra per gli interessi speciali”, spiega l'analista intervistato dal sito Total Telecom.

Le parole di Jacobsen vanno in senso contrario rispetto alle recenti politiche a favore delle neutralità della rete sostenute dagli Stati Uniti e che incontrano consensi anche nell’Unione europea. Negli Usa, in particolare, a dicembre la Fcc ha approvato una normativa che impedisce agli Isp di discriminare il traffico sul web. Secondo Jacobsen, tuttavia, trattare tutto il traffico Internet allo stesso modo non fa necessariamente il miglior interesse degli utenti.

"Ci sarà una sola infrastruttura fisica, ma occorre capire che gruppi diversi con diversi utilizzi della rete avranno bisogno di diversi livelli del servizio e diverse tariffazioni”, afferma l’analista.

Jacobsen si aspetta che gli stessi Isp comincino presto a offrire piani dati differenziati con diverse velocità di connessione a seconda dell’orario in cui si naviga, del livello di traffico sulla rete e/o del prezzo pagato dall’utente finale. "Le tariffe rifletteranno molto probabilmente l’orario e la tipologia di utilizzo”, dice Jacobsen: un utente che vuole guardare in web streaming contenuti video nelle ore di punta del sabato mattina potrebbe finire col pagare di più per la sua connessione Internet rispetto a un altro utente che si limita a mandare delle email nello stesso orario.

"E’ così che la deep packet inspection, il filtraggio dei pacchetti dati in transito su Internet (lo so, è un tabù oggi), diventa importante”, conclude l’analista di Capgemini. "Prevedo anche la comparsa di diversi tipi di operatori, con una segmentazione da società full-service a operatori specializzati che si concentrano sulla fornitura di accesso a tipi particolari di servizio”.

21 Febbraio 2011