La rivolta delle tv locali: alle Tlc i multiplex del beauty contest

LA RIVOLTA DELLE TV LOCALI

Emittenti locali sul piede di guerra: impossibile lo switch off senza le frequenze che la legge di stabilità destina alla banda larga mobile. Aeranti-Corallo: "Alle telco si assegni la porzione di spettro riservata gratuitamente alle tv nazionali"

di R.C.
Niente beauty contest per i sei multiplex del dividendo digitale interno. Al suo posto, gara competitiva, per le stesse frequenze, a favore delle Tlc. E' questa la proposta che le 320 emittenti che aderiscono all'associazione Aeranti Corallo lanceranno al ministero dello Sviluppo economico nel corso della riunione del Comitato Nazionale Italia Digitale del primo marzo. In alternativa, dicono le tv locali, sarà impossibile realizzare il completo switch off italiano previsto per la fine del 2011 come richiesto da Agcom.

“Le frequenze originariamente previste per le tv locali dal piano nazionale di assegnazione erano 27, ma a seguito della legge di stabilità 2011 (che ha destinato nove di tali ventisette frequenze – e cioè i canali da 61 a 69 UHF – ai servizi di comunicazione mobile a larga banda) si è ora ridotto a 18 - scruve in una nota Marco Rossignoli coordinatore dell'associazione -. Con tale esiguo numero di frequenzenon è possibile che tutte le tv locali delle aree ancora da digitalizzare ricevano le assegnazioni frequenziali e divengano operatori di rete, come invece è avvenuto nelle aree già digitalizzate".

Il numero di 18 frequenze è insufficiente, in particolare, nelle regioni Toscana, Puglia, Calabria, Sicilia, Abruzzo, e "tale ridotto numero di frequenze – prosegue Rossignoli – non solo non permette di accelerare il processo di transizione, ma renderà inevitabile un forte ritardo nella digitalizzazione rispetto anche ai tempi originariamente previsti".

D’altro canto "non è pensabile un ridimensionamento del comparto televisivo locale, mentre stanno per essere assegnate, peraltro con un beauty contest, cioè senza alcun onere, sei frequenze al comparto televisivo nazionale - dice ancora la nota -. Tale ridimensionamento avrebbe, peraltro, evidenti ricadute occupazionali nel comparto".

Per dare soluzione alla problematica Aeranti-Corallo proporrà, nell’ambito della riunione del Comitato Nazionale Italia Digitale, di destinare tali sei frequenze ai servizi mobili di larga banda. "In tal modo la riduzione delle frequenze delle tv locali potrebbe passare da nove a solo tre, in armonia con la quota di 1/3 prevista per la assegnazione frequenziale alle tv locali".

23 Febbraio 2011