La Web tv di Mediaset? Meglio sui vecchi pc

MULTIMEDIA

Prova "su strada" per il nuovo servizio Premium Net Tv: le oscillazioni di banda causano un abbassamento della qualità. E, a sorpresa, tiene meglio un semplice portatile con schermo di piccole dimensioni rispetto ai grossi computer con display glossy

di G.S.
"Quello che vuoi, quando vuoi, dove vuoi. Senza orari, senza canali; 100% di contenuti allo stato puro". Questo l'impegnativo slogan di "Premium Net Tv", il nuovo sistema di tv non-lineare presentato ieri da Mediaset che "garantisce una qualità e una quantità di prodotto che nessuno in Italia è in grado di offrire".

Il nuovo servizio per la fornitura di contenuti audiovisivi on demand è fruibile, per gli abbonati Mediaset Premium, con un decoder digitale terrestre abilitato con bollino Gold, bollino presente anche su alcuni tv top-line di ultima generazione, cui va naturalmente abbinata una scheda "gold compliant". Premium Net Tv è anche già fruibile da qualsiasi computer che supporti la tecnologia "Silverlight" e, progressivamente, sarà reso disponibile anche per tablet e smartphone. Per dirla con le parole di Mediaset "un sistema aperto e universale. Senza vincoli tecnologici di nessun tipo".

In realtà un vincolo tecnologico c'è; il servizio si appoggia, strutturalmente, alla rete internet. La larghezza di banda disponibile, in particolare per i contenuti in Hd, deve quindi essere di qualità sufficiente a supportare un flusso di dati con un bitrate sufficientemente elevato a garantire una visione piacevole alla vista. Sul pc gli artefatti sono genericamente accettati, ma l'utenza televisiva è abituata ad un livello di qualità mediamente più alto.

La tecnologia utilizzata, lo streaming adattativo, dà priorità alla fluidità della visione, ma le oscilllazioni di banda possono causare una minore qualità. E' il prezzo da pagare per l'uso di set top box senza memoria, disponibili sugli scaffali ormai a prezzi di poco superiori ai 100 euro. La soluzione del download del contenuto, utilizzata da Apple e Microsoft, porta con sé il prezzo dell'attesa per la fruibilità dello stesso che, nel caso di contenuti di qualità e/o in mancanza di banda, può essere anche di ore. Soluzioni che, non a caso, sono figlie delle differenti filosofie di utilizzo: l'utente Ms/Apple è abituato al download, quello Mediaset alla fruizione immediata.

Una cosa però è certa, l'arrivo di un'offerta "legale" di contenuti multimediali, attesa da tempo nel nostro Paese, rende ancor più stringente la priorità di superare il digital divide strutturale di cui soffre il nostro Paese.

La vera novità però, trattandosi di Mediaset, è la possibilità di poter usufruire dei contenuti "premium" direttamente dai pc, che crea forte discontinuità nelle famiglie "premium", sino ad oggi raccolte di fronte all'unico focolare televisivo legato al decoder. Un primo test del servizio, cui l'abbonato può accedere registrandosi al portale per ottenere login e password, su rete domestica collegata a una linea adsl a 6 Mbit, ha visto andare senza grossi problemi tre film in contemporanea. Per la prova sono stati utilizzati un portatile Dell con Vista Ultimate, un Mac book pro di Apple con Snow Leopard, un vecchio portatile Ibm con Xp professional non dissimile dagli attuali net-pc.

Paradossalmente è stato quest'ultimo che ha dato le soddisfazioni maggiori; le piccole dimensioni dello schermo si sono rivelate le più indicate a gestire un video il cui bit-rate andrebbe oggettivamente migliorato. Sui più performanti pc con schermo glossy a 1280 (Dell) e 1440 pixel (Apple) i limiti dell'immagine risaltano maggiormente e nelle sequenze più movimentate gli artefatti sono fin troppo evidenti.

Diversamente questa mattina il test su linea aziendale ha rilevato più di un blocco nella visione, pur in presenza di una linea che un seppur empirico test di velocità indica oltre i 12 Mbit. Lunga è la strada tra il nostro terminale e il server che fornisce il flusso, molti gli ostacoli e imperscrutabili le politiche di gestione di banda dell'isp, per conoscere la causa di questi blocchi. Certo è che dal 1 marzo Telecom Italia, come altri isp peraltro hanno già cominciato a fare, limiterà la banda dedicata al peer to peer dei propri clienti in caso di traffico elevato; certo è che se l'offerta di servizi multimediali "legali" dovesse incontrare il successo sperato, il rischio di un sovraffaticamento della Rete si renderà concreto.

La fruibilità del portale è elevata, l'offerta è molto buona, anche se ancora legata ad un concetto di palinsesto, in particolare nelle serie televisive; la navigazione estremamente semplice e intuitiva. Manca, è inevitabile, il film che avremmo voluto vedere, ma molte le occasioni per rivedere proprio quel film che ci era sfuggito. Quando la visione da tablet diverrà una realtà, ne vedremo delle belle nelle abitudini delle famiglie italiane.

Resta solo da vedere se Apple accetterà o meno un'app che, di fatto, è un serio competitor al suo portale iTunes; ma questa è un'altra storia.

23 Febbraio 2011