Dahlia Tv, impossibili altri sacrifici

PAY TV

L'ad di Telecom Italia: "TI Media ha seri problemi, perde in maniera significativa". E la società azionista della pay tv dichiara il fallimento del piano di salvataggio

di Alessandro Castiglia
"'Ti media ha seri problemi, perde ancora in maniera significativa e non puo' permettersi di fare ulteriori sacrifici" è il commento di Franco Bernabè, ad di Telecom Italia, al caso Dahlia, la pay tv in stato di liquidazione. In mattina il ministro allo Sviluppo economico, Paolo Romani, aveva chiesto a Telecom di "fare un altro piccolo sforzo" 'Io - aveva spiegato il ministro - tengo ai 270mila cittadini italiani che hanno pagato per accedere al servizio'. Ma Bernabè, ha dichiarato di non aver ancora
ricevuto la telefonata di Romani: "Quando la riceverò potrò apprezzare quello che mi viene rappresentato" su Dahlia.


"Dopo il chiarimento odierno con Telecom Italia Media, Made (azionista di Dahlia, ndr) riscontra purtroppo la mancanza di una reale volontà di affrontare il piano di salvataggio di Dahlia". E' quanto si legge in una nota. 'La nuova posizione di Telecom Italia Media di concedere la banda a prezzi di mercato - aggiunge - non è infatti compatibile con la logica di una ristrutturazione dell'attivita' di Dahlia gia' affossata, in passato, da costi di diritti sportivi e di banda trasmissiva sproporzionati rispetto alle reali potenzialita' del mercato di riferimento'. Cosi' Made 'ha formalmente chiesto al liquidatore Paoloni, di risolvere il proprio contratto di servizi e già da stasera di procedere allo spegnimento della propria attivita' trasmissiva'.

L'amministratore delegato di Made, Filippo Chiusano, spiega: 'Non ho chiesto a nessuno di fare la carita', so bene che le societa' quotate in borsa non sono enti di beneficienza, pero' continuo a ritenere che viste le condizioni di partenza in cui versa Dahlia, l'unica possibilita' per un rilancio passa attraverso un periodo agevolato, durante il quale costruire un nuovo progetto imprenditoriale con basi piu' solide rispetto al precedente'.
A riguardo precisa di aver 'proposto a Telecom Italia Media di entrare nella nuova compagine aziendale in un secondo momento a condizioni estremamente vantaggiose in modo da premiare lo sforzo economico effettuato nel breve a supporto dell'iniziativa'. Ma Chiusano sottolinea come 'evidentemente tutto cio' non ha riscontrato interesse'. Inoltre, fa sapere che 'anche la richiesta di fidejussioni e' puramente strumentale visto che la mia proposta prevedeva, fin dall'inizio, un compenso variabile (pari ad 1,5 euro mese per abbonato), e' chiaro che essendo il compenso variabile, dipendendo dal numero di abbonati, non puo' essere predeterminato. Avevo dato invece - conclude - la mia totale disponibilita' a fornire le fidejussioni necessarie successivamente a giugno 2012 quando da un piano di salvataggio si sarebbe passati al nuovo piano industriale'.

ROMANI, DEVO CONVINCERE TELECOM A PICCOLO SFORZO
(ANSA) - ROMA, 25 FEB -

25 Febbraio 2011