Il Consiglio di Stato boccia il governo: via libera a Sky sul digitale terrestre

FREQUENZE

Nessun ostacolo alla partecipazione dell'emittente alla gara frequenze. Un documento contesta la tesi del ministero dello Sviluppo economico che faceva perno sul principio di reciprocità. Bruxelles in attesa che il governo notifichi il bando di gara per chiudere il dossier

di A.C.
Sky può entrare nel mercato del digitale terrestre: sarà tra i partecipanti alla gara per i sei multiplex del dividendo digitale interno, come già stabilito dalla Commissione Ue e regolato da Agcom. Lo stabilisce il Consiglio di Stato nel parere n.5365/2010 che era stato richiesto dal ministro Paolo Romani. Secondo il governo Sky, in quanto operatore straniero, secondo il principio di reciprocità fra Stati non avrebbe potuto accedere ai diritti d'uso delle frequenze radio che verranno attribuite con la procedura del beauty contest.

Ma "la piena reciprocità", dice il Consiglio di Stato, è ammissibile "solo per soggetti (persone giuridiche) di nazionalità straniera e non per soggetti di diritto italiano controllati da società straniere". Il Consiglio di Stato sottolinea inoltre la distinzione tra indirizzo politico e gestione: "All'Autorità spetta definire le procedure, al ministero spetta rilasciare la concessione per i diritti d'uso" delle frequenze.

Il Consiglio ha stabilito che i criteri definiti dall'Agcom per l'assegnazione dei diritti delle frequenze, che consentono la partecipazione di Sky Italia, sono giustificati dal diritto nazionale e comunitario e che un intervento restrittivo del Ministero lederebbe "il principio di separazione fra politica e tecnica" (ambito che spetta all'authority, titolare di un potere regolatorio neutrale). "A ben vedere si tratterebbe di un intervento manipolativo delle condizioni che solo l'Agcom può stabilire".

Nel 2010 la Commissione europea aveva già legittimato Sky Italia a partecipare alla gara per le frequenze del digitale terrestre a condizione che le trasmissioni siano in chiaro, avendo il gruppo una posizione dominante nella Tv a pagamento. "Il principio di reciprocità è incompatibile con il diritto comunitario, che vieta ogni discriminazione basata sulla nazionalità e si fonda sulle libertà di circolazione delle persone e dei capitali, sulla libertà di stabilimento e su quella di presatzione dei servizi", dice il Consiglio. "In questa chiave le imprese comunitarie, che possono essere anche imprese straniere che, mediante l'esercizio del diritto di stabilimento, si sono radicate nel territorio europeo, non possono essere considerate persone giuridiche straniere".

Dopo la decisione del Consiglio di Stato la Commissione Ue resta in attesa che le autorità italiane notifichino a Bruxelles il bando di gara per l'assegnazione delle frequenze. 'La nostra linea non cambia - spiegano dall'esecutivo europeo -. Continueremo a seguire da vicino la vicenda in attesa che il governo italiano adotti e ci notifichi il bando di gara". Solo allora il dossier che giace sul tavolo del commissario Ue alla concorrenza, Joaquin Almunia, potrà essere chiuso.

"Il carattere strumentale dell'operazione - ha commentato il responsabile Forum Ict del Pd, Paolo Gentiloni era reso evidente dal fatto che le nostre frequenze sono da tempo assegnate a società con azionisti di paesi extra Ue, dall'Egitto alla Cina, e che l'impedimento sia stato sollevato solo per gli Usa". Secondo Gentiloni, "il parere del Consiglio di Stato, trasmesso oggi anche all'Agcom, demolisce gli argomenti utilizzati dal ministero e conferma che in base alle norme Ue, alle leggi italiane e alle delibere Agcom non sono proponibili ostacoli a società stabilite in Italia". "Ora - ha concluso il responsabile del Forum Ict del Partito democratico - mi aspetto che il ministro Romani trasmetta senza ulteriori ritardi all'Ue il disciplinare di gara, ultimo passaggio necessario prima della sua pubblicazione".

01 Marzo 2011