La Libia isola il web: comunicazioni solo locali

IL CASO

Nessun blackout della Rete ma impossibile uscire dal "perimetro" nazionale. Grazie a una sofisticata tecnologia le linee dei server risultano aperte, ma tutto il traffico viene assorbito da un gigantesco firewall

di Enzo Lima
Nella Libia dilaniata dalla guerra civile Internet è stato bloccato, ma la modalità del blackout è diversa da quella attuata in occasioni precedenti, come per esempio in Egitto. "È come uno scenario post-apocalittico nel quale le strade sono integre, ma su di esse non c'è alcun traffico", è il paragone usato da James Cowie, capo tecnologia della società di sicurezza informatica Resnays per descrivere la situazione. In Libia, infatti, le modalità di censura applicate alla Rete appaiono più sofisticate di quelle applicate in Egitto: le linee dei server risultano aperte e libere, ma non c'è alcuna traccia di traffico, assorbito in una specie di "buco nero" informatico.

Se si volesse inviare un pacchetto di dati dalla Libia agli Stati Uniti - spiega Cowie - "le informazioni si perderebbero lungo il percorso, con perdita dei dati e impossibilità di comunicare". In questo modo, gli utenti di YouTube e Twitter incontrano problemi di connessione e ricezione dati, dal momento che nessuno dei due siti è ospitato in Libia. Ciò che gli operatori libici stanno cercando di ottenere è la "strozzatura" del traffico in rete causando, di fatto, il blocco delle connessioni. I rilevamenti del traffico compiuti da Google hanno registrato un arresto improvviso nei giorni scorsi: secondo un portavoce del motore di ricerca in Libia il servizio è inaccessibile allo stesso modo di YouTube e Gmail. Tuttavia, se la gran parte della popolazione non può più connettersi, la tecnica usata per chiudere la rete, simile a un gigantesco firewall, permette ad alcuni sistemi e utenti controllati dal regime di continuare ad usare Internet.

08 Marzo 2011