La Treccani sbarca sul Web. Via al nuovo portale

CULTURA DIGITALE

Online oltre 150mila lemmi dell'enciclopedia italiana, 127mila voci del vocabolario e 25mila biografie del Dizionario Biografico degli Italiani. Il presidente Amato: "Raccogliamo la sfida digitale"

di F.M.
Dall'enciclopedia italiana la Treccani diventa l'enciclopedia degli italiani. Con questo slogan la grande opera della cultura italiana apre al web con un nuovo sito internet Treccani.it, che raccoglie ottant'anni di storia della enciclopedia.

“Il nuovo portale diventerà uno degli assi portanti del nostro lavoro – spiega Giuliano Amato, presidente dell'Istituto della Enciclopedia Italiana, presentando il nuovo sito - Anche se l'Istituto continuerà ad utilizzare la carta, sia per le opere di pregio dell'arte italiana che per il lavoro enciclopedico. Così da accontentare i tanti italiani che valutano l'acquisto delle nostre opere e molti altri che invece cercano i contenuti sulla rete. Procederemo, quindi, parallelamente, su un doppio binario. Viviamo il cambiamento - conclude il presidente - come una sfida positiva che ci permette di fare meglio quello che abbiamo sempre fatto. Con questo nuovo portale “vogliamo offrire l'ingresso dell'utente in un aggregato significativo di conoscenza - spiega Francesco Tatò, amministratore delegato della Treccani - sarà come entrare nel grande deposito di cultura rappresentato dall'Enciclopedia Italiana e da tutte le altre enciclopedie che sono state sviluppate nel corso degli oltre 80 anni di storia dell'Istituto”.

Attraverso il portale Treccani si possono ricercare oltre 150mila lemmi dell'Enciclopedia online, 127mila voci del vocabolario e 25mila biografie contenute nel Dizionario Biografico degli Italiani. Inoltre, permette di scoprire l'enorme patrimonio di informazioni di tutte le altre opere dell'Istituto. Il tutto in maniera completamente gratuita, almeno per ora. Infatti, l'amministratore delegato Francesco Tatò anticipa che saranno inseriti, in futuro, anche servizi a pagamento, “ma questo - sottolinea - dipenderà da come risponderà l'utenza”.
Per ora a pagamento sono soltanto le applicazioni per iPhone e iPad che permetteranno alla cultura italiana di diventare “tascabile” e a portata di mano di tutti, anche delle giovani generazioni. Tra l'altro, attraverso il nuovo portale Treccani.it diventa la finestra per accedere ad altri siti della cultura e dell'informazione. Proponendo materiali di discussione selezionati da un insieme di oltre 500 testate online di settori scientifici e accademici.

Il progetto arriva a tre mesi dallo sciopero indetto dai lavoratori della Treccani contro la strategie messa in campo da Amato e Tatò. Matato aveva accusato, in un’intervista, i dipendenti di “resistenze interne verso la digitalizzazione”. L’esternazione non era piaciuta ai sindacati. In una nota la Slc-Cgil chiariva che la Treccani “poteva diventare la Wikipedia italiana già a partire dal 1998 e invece, per l’immobilismo dei vertici sul fronte della digitalizzazione, siamo sull’orlo del baratro".

Ma ecco le ragioni dei sindacati. "Non mancheranno commenti di chi, sulla base di vecchi stereotipi, accuserà lavoratori e sindacati di essere contro l'innovazione - attaccava il segretario nazionale Slc-Cgil Massimo Cestaro - Niente di più falso. Risale al 1998 - aggiunge - il primo accordo che, proprio sulla base delle richieste sindacali, impegnava l'azienda ad affrontare il tema delle nuove tecnologie che, già allora, cominciava ad affacciarsi. Da allora si è fatto poco o niente. Le questioni poste dal presidente dell'istituto, Giuliano Amato sono di assoluto rilievo. Spiace però dover constatare che su due aspetti centrali manchi totalmente un progetto editoriale, industriale e di riassetto aziendale. Il primo tema riguarda il rapporto tra i progetti editoriali, la loro commercializzazione attraverso le nuove piattaforme tecnologiche e i possibili ritorni in termini economici; il secondo attiene alle forme di possibile coesistenza tra la "missione" una grande istituzione culturale e gli assetti di un mercato in costante trasformazione".

15 Marzo 2011