Brand taroccati su AdWords, Google apre la caccia

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Strategia in tre mosse per venire incontro alle richieste delle aziende i cui marchi vengono contraffatti: risposta alle denunce entro 24 ore, Help center dedicato, stretta collaborazione con i legittimi proprietari. Nella seconda metà del 2010 chiusi 50mila account ingannevoli

di Patrizia Licata
Google si schiera a fianco dei legittimi proprietari dei marchi contro la vendita di beni contraffatti che può nascondersi dietro la pubblicità di AdWords. Il colosso di Mountain View ha fatto sapere che inasprirà le sue regole sull’advertising dei beni contraffatti, in particolare con tre misure volte a prevenire l’utilizzo dei suoi servizi da parte di chi copia i brand.

Tanto per cominciare Google ha assicurato che risponderà più velocemente - entro 24 ore - alle denunce dei legittimi titolari su eventuali abusi riscontrati all’interno di AdWords. La web company avvierà anche una collaborazione più stretta con i proprietari dei brand per identificare gli inserzionisti che usano il servizio AdSense per inserire delle Google ads su siti che offrono la vendita (o contengono link verso la vendita) di merci contraffatte. Infine, Big G ha creato una nuova pagina di assistenza (Help center) per la segnalazione dei falsi prodotti di marca. 
 


Google, come le sue rivali Yahoo e Microsoft, ricava gran parte del proprio giro d’affari dal business della ricerca su Internet e in particolare dalla tecnologia che permette agli inserzionisti di collegare le proprie pubblicità a delle parole chiave. Ma l'azienda, e il suo servizio AdWords, sono finiti nel mirino dei proprietari dei marchi in diversi paesi, tra cui Francia, Regno Unito, Austria, Paesi Bassi e Germania, perché può accadere che gli annunci venduti da Google nascondano la vendita di beni contraffatti.

Louis Vuitton ha addirittura fatto causa a Google, ma il giudice della Corte europea ha ritenuto che l’azienda non è responsabile di violazione del marchio in quanto si limita a “ospitare” gli annunci sul suo network. Gli inserzionisti possono tuttavia chiedere a Google di rimuovere un annuncio da parte terzi se ritengono che confonda gli utenti circa l'origine del prodotto o servizio pubblicizzato.

Google ha infatti già chiuso circa 50.000 account AdWords che tentavano di pubblicizzare merci contraffatte. "Ma non esiste una soluzione definitiva. Piuttosto si tratta di una caccia continua, in cui siamo costantemente impegnati a migliorare i nostri sistemi per tenere fuori i cattivi", ha affermato Antoine Aubert, il capo della policy team di Google a Bruxelles.

16 Marzo 2011