Asta Lte, le tv locali raddoppiano la posta

LA GUERRA DELLE FREQUENZE

480 milioni: è la richiesta di Aeranti Corallo per lasciar libere le frequenze (dal canale 61 al 69) destinate alle Tlc: "Largamente insufficiente" (240 milioni) la proposta di rimborso previsto dalla legge di Stabilità 

di R.C.
"Largamente insufficiente". È la definizione con cui Aeranti-Corallo, una delle due maggiori associazioni di tv locali, respinge al mittente la proposta di rimborso - 240 milioni - previsto dalla legge di Stabilità per "traslocare" dai canali 61-69 destinati, con l'asta Lte, alle Tlc per la realizzazione del l'Lte mobile. La richiesta, che verrà presentata al Senato dove è in discussione il ddl di conversione, sarà del doppio: 480 milioni, il 20% di quanto il governo punta a incassare dalla gara.

Questo perché, scrive Aeranti-Corallo in una nota, " con il modesto - e largamente insufficiente - importo previsto nessuno avrà interesse a dismettere la propria attività, stante il fatto che tale importo, in molti casi, risulterà inferiore agli investimenti effettuati per il passaggio al digitale".
Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, avvenuta lo scorso 31 marzo, del decreto legge n. 34/2011, approvato dal Consiglio dei Ministri il 23 marzo (il cosiddetto “decreto omnibus”), è iniziato al Senato l’iter per la conversione dello stesso in legge.

Il provvedimento, rubricato con il numero AS 2665, è stato assegnato in sede referente alle commissioni riunite Bilancio (V) e Cultura (VII) di Palazzo Madama e il termine per la presentazione degli emendamenti scade lunedì 11 aprile alle ore 21. Frattanto, la Commissione VIII (Comunicazioni) ha sollevato un conflitto di competenza, ai sensi del regolamento del Senato, rilevando che nell’articolato del decreto sono presenti numerose disposizioni rientranti nella specifica competenza della VIII Commissione.

Le norme di interesse per il settore sono tutte contenute all’art. 4 del decreto. Anzitutto, viene posticipato al 30 settembre il termine per stabilire il calendario definitivo per il passaggio alle trasmissioni televisive digitali terrestri; entro il 30 giugno 2012, il Ministero dello Sviluppo economico provvede all’assegnazione dei diritti di uso delle frequenze.

Per le frequenze in ambito locale, vengono introdotti, scrive l'associazione, "nuovi inaccettabili criteri" che prevedono la predisposizione, in ogni area tecnica, di apposite graduatorie dei soggetti già operanti in tecnica analogica che ne facciamo richiesta, basate sui seguenti criteri: patrimonio al netto delle perdite; dipendenti a tempo indeterminato; ampiezza della copertura della popolazione; priorità cronologica di svolgimento dell’attività nell’area, anche con riferimento all’area di copertura.
I soggetti esclusi dalle graduatorie possono svolgere l’attività di fornitore di contenuti, con norme relative alle modalità e alle condizioni economiche da emanarsi dalla Agcom, sui multiplex dei soggetti che otterranno l’assegnazione dei diritti di uso delle frequenze sulla base delle graduatorie medesime.

La norma interessa sia le aree ancora da digitalizzare (dove non verranno assegnate le frequenze dal 61 al 69 Uhf, che, secondo quanto disposto dalla legge 220/2010, verranno sottratte alle tv locali per essere destinate ai servizi di telefonia mobile in larga banda), sia le aree già digitalizzate (dove tali frequenze 61-69 Uhf dovranno essere liberate entro il 30 settembre p.v. per la successiva destinazione ai servizi di telefonia mobile in larga banda). I soggetti non collocati in posizione utile nella graduatoria (e che, quindi, non potranno esse-re operatori di rete) verranno indennizzati con il 10% (fino a un massimo di 240 milioni di euro) di quanto incassato dallo Stato per la cessione delle frequenze agli operatori di telefonia mobile in larga banda tramite asta competitiva.

11 Aprile 2011