SENTIERI DEL VIDEO. Così Facebook oscurerà Google

SENTIERI DEL VIDEO

di Enrico Menduni, Professore di Media e Comunicazione all’Università Roma Tre
Un piccolo pezzo del successo di Facebook è dovuto alla capacità di farci esprimere rapidamente, e senza tanti sforzi, il consenso a qualche cosa. Se un amico ha scritto un libro, cliccando su “Mi piace” dichiariamo a lui e a tutti quanti il nostro gradimento, senza avere letto il volume e senza aver speso un centesimo per comprarlo.

Adesso arriva un altro bottone, “Invia”, con il quale possiamo inviare un qualunque documento, testo, link o contenuto multimediale a tutte le persone che decidiamo e solo a loro, in forma privata. In qualche modo, un pulsante complementare a “Mi piace”. La cosa interessante è che il bottone si trova, o si troverà, su un numero crescente di siti. Così realizzeremo la “tempesta perfetta”: collegarci a Facebook e a tutti i propri amici navigando liberamente su altre pagine e altri siti.

Sempre più i social network si propongono non come un settore di Internet, ma come una nuova concezione della rete. Se il Web 2.0 era Google, i social network sono il web 2.5, qualcosa di più aspettando come il Santo Graal il 3.0 (il web semantico, l’Internet delle cose… ) che non arriva mai. La cosa può lasciarci perplessi, ma sicuramente se avessimo venti o trent’anni di meno ci ritroveremmo in questo schema. Detto in altre parole, le nuove generazioni di digital natives entrano in Internet direttamente passando dai social network e considerano il web una colossale rete sociale, un super social network.

È successo tutto dopo il 2006, quando hanno cominciato a correre e a diffondersi le reti sociali. Tutte le funzioni ereditate dal web precedente (email, messenger, i blog, il filesharing, i tag, il geoposizionamento, i gruppi) sono state conglomerate, in modalità e proporzioni differenti, nei vari social network, da Facebook a Twitter, a Flickr a YouTube, più i MMPORG, i giochi di ruolo online, i mondi virtuali.

Siti e sistemi diversi, ma che condividono un tasso di interattività largamente superiore, per qualità e quantità, a quella garantita di eBay o da Google. Adesso la tendenza è incorporare le funzioni che hanno gli altri: c’è un certo avvicinamento tra le varie sigle del social, il che rafforza l’idea che tutta Internet domani sarà così. Così, in attesa del 3.0, il web cambia sotto i nostri occhi.

06 Maggio 2011