Un altro passo nel Dtt Piemonte, debutto a metà

TELEVISIONE

“Non dobbiamo distruggere l’emittenza locale passando al digitale. Ma chi ha fatto il furbo, magari inventandosi un canaluccio sul tetto di casa, non avrà quello che non gli compete”. E’ una rassicurazione condizionata quella lanciata dal viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani alle decine di emittenti locali riunite a Roma nel Forum organizzato da Aeranti-Corallo. Mentre la nuova tecnologia debutta fra molte difficoltà in Piemonte e mentre la Sardegna, a sette mesi dallo switch off, lancia un allarme sulle disfunzioni del segnale, Roma fa il punto sul controverso passaggio tecnologico che a fine 2012 dovrebbe entrare nelle case di 23 milioni di famiglie italiane. Controverso perché, alle questioni regolamentari ancora aperte (sul nodo delle frequenze), si sommano i problemi caldissimi legati alla competizione Mediaset-Sky che sta coinvolgendo una Rai in piena tempesta-nomine, le polemiche sul decollo della piattaforma satellitare Tivù (Rai-Mediaset-Telecom Italia), le problematiche tecniche legate alla migrazione (quanti e quali decoder? Antenne riutilizzabili?). Il tutto, mentre all’orizzonte si profilano i primi segnali della tv del futuro, l’Iptv: ancora incerta, ma forse destinata a mandare in pre-pensionamento il digitale terrestre.

Nonostante le rassicurazioni del viceministro Romani rimangono alte le tensioni e i punti da chiarire per le locali. Le quali puntano, nel guado al Dtt, a diventare operatore di rete. La partita è incerta perché, come dice Marco Rossignoli coordinatore di Aeranti-Corallo, “esistono dubbi sulla quantità di frequenze disponibili”. A cominciare dal Lazio dove campeggia ancora il punto interrogativo sul numero di frequenze da negoziare con la Francia (il litorale italiano e quello corso potrebbero avere problemi di interferenze): “Qualora al tavolo tecnico con Agcom emergessero difficoltà per la conversione in digitale di tutte le reti televisive locali della Regione Lazio che attualmente operano in analogico - dicono ad Aeranti-Corallo - l’intero processo di transizione dovrebbe essere ripensato”.

Intanto, la prova d’orchestra della nuova tv in Piemonte (spegnimento del segnale analogico di Rai2 e Rete Quattro a Torino, Cuneo e in parte del territorio di Asti, Alessandria e Biella) è andata in scena con qualche intoppo. Circa 11mila le telefonate di protesta giunte alla sede torinese Rai da parte di abbonati che non sono riusciti a sintonizzarsi con i tre canali pubblici: a questo proposito la Regione Piemonte insieme a Adiconsum distribuirà 10mila copie di un libretto di istruzioni per gli abitanti mentre a livello nazionale il viceministro Romani ha dato l’ok alla proposta di Aeranti-Corallo per la realizzazione di una guida elettronica ai programmi per il supermaneto di problemi legati al posizionamento delle emittenti sul telecomando

Ed è polemica anche in Sardegna dove a sette mesi dal totale passaggio alla nuova tecnologia la seconda commissione consiliare chiede al presidente della Regione una verifica sull’effettiva copertura del digitale terrestre nell'isola. Secondo una serie di indagini commissionate dal Cnid (il comitato per l’Italia digitale voluto nel 2006 dal ministero delle Comunicazioni) a due settimane dallo switch off il 29% di famiglie sarde (circa 170mila) in possesso di decoder ha denunciato problemi di ricezione, mentre hanno dovuto sostituire l’antenna il 2% di famiglie (14mila). Se proiettati sull’intero territorio nazionale, i dati rivelerebbero oltre 6 milioni di famiglie italiane con problemi di ricezione (a due settimane dallo switch off) e circa 500mila famiglie che dovranno sostituire le antenne.

21 Maggio 2009