Obama punta 19 milioni di dollari per forzare il Web cinese

INTERNET

Il Dipartimento di Stato finanzierà una tecnologia avanzata per eludere i firewall dei Paesi che censurano i contenuti di Internet. Intanto la Casa Bianca si accinge a presentare una proposta di legge che rafforza le norma sulla cybersicurezza: "Libertà individuali tutelate"

di Patrizia Licata e Federica Meta
Gli Stati Uniti finanzieranno con 19 milioni di dollari una nuova tecnologia che penetra attraverso i sistemi di filtraggio e censura di Internet applicati da alcuni alcuni Paesi stranieri, secondo quanto reso noto dal Dipartimento di Stato. Si tratta di uno stanziamento, che ora attende l'approvazione del Congresso, per evadere i controlli sulla Rete in Cina, Iran e altri Paesi dove vige un regime autoritario che blocca l’accesso online a materiale politicamente sensibile.

Michael Posner, assistente del Segretario di Stato responsabile per i diritti umani, ha reso noto che i fondi serviranno ad acquisire tecnologie all’avanguardia che funzionano come una "fionda”, individuando i contenuti che alcuni Paesi censurano e rimandandoli verso di loro. “Rispondiamo alla censura con nuovi strumenti”, afferma Posner. “E' come l’inseguimento tra il gatto e il topo. Dobbiamo stare sempre un passo avanti al gatto”.

L’annuncio arriva a pochi giorni di distanza dalla chiusura dell’incontro tra il Segretario di Stato americano Hillary Clinton e la controparte cinese, che ha toccato diversi temi ma ha lasciato Washington delusa per l’intensificarsi della repressione di Pechino sul dissenso interno. Il governo cinese blocca di prassi i siti che presentano punti di vista non ufficiali su temi sensibili come il Tibet e il Dalai Lama, il movimento spirituale del Falungong, vietato, e la repressione del 1989 a piazza Tienanmen. 
Più di recente, le autorità cinesi hanno bloccato i risultati della ricerca online su Hillary Clinton perché il Segretario di Stato americano aveva tenuto un discorso a favore della libertà su Internet, alludendo alle rivolte a favore della democrazia nel mondo arabo (che molto hanno spaventato Pechino).

"In pratica, quello che faremo sarà re-indirizzare le informazioni verso i governi che le hanno bloccate”, spiega Posner.
 "Ciò si ottiene spedendole tramite email o postandole su blog, feed Rss o siti che i governi repressivi non sanno bloccare”. I finanziamenti saranno recuperati dai 30 milioni di dollari che il Congresso americano ha messo a disposizione in quest’anno fiscale per la libertà su Internet.

Clothilde Le Coz, direttore a Washington di Giornalisti senza frontiere (Reporters without borders), ha commentato con soddisfazione la notizia, ricordando che in Cina 77 persone sono in carcere per la loro attività su Internet. Tuttavia, aggiunge Le Coz, questi strumenti per aggirare la censura di Paesi come la Cina rappresentano solo un “rimedio di emergenza”, mentre bisognerebbe occuparsi della questione a monte: assicurare in tutto il mondo la libertà di espressione.

La Casa Bianca si appresta inoltre a presentare un proposta per migliorare la cybersicurezza e tutelare l'economia, che è il risultato di due anni e mezzo di lavoro. “Con l'introduzione di una proposta legislativa per la cybersicurezza, stiamo dimostrando l'impegno del presidente Barack Obama ad affrontare e gestire delle debolezze complesse e sistemiche che mettono gli americani e l'economia a rischio” osserva un rappresentante dell'amministrazione. “La proposta - ha detto -rappresenta il giusto equilibrio fra rafforzare la sicurezza, tutelare la privacy e le libertà civili e sostenere la crescita”.

L'amministrazione Obama chiederà al Congresso di approvare la proposta per rafforzare la cyber-sicurezza quest'anno. “Il paese non può difendersi da queste minacce a meno che alcune norme della legge attuale sulla cybersicurezza non siano aggiornate”, mettono ancora in evidenza dall'amministrazione Obama. Gli attacchi hacker sono costati alle aziende americane una media di 7,2 milioni di dollari per incidente lo scorso anno. I senatori democratici hanno introdotto in febbraio nuove norme dopo l'attacco hacker al nasdaq e a cinque compagnie petrolifere. Le autorità americane hanno smantellato in aprile una rete che ha usato software per il computer per prendere il controllo di oltre 2 milioni di pc nel mondo rubando circa 100 milioni di dollari.

12 Maggio 2011