Pubblicità, in Italia investimenti in calo. Cresce solo il Web

IL REPORT

Nielsen: nel primo trimestre flessione del 3,2%. In controtendenza solo le risorse destinate a Internet (+14,9) e le campagne via posta elettronica (+1%). Bene anche il digitale terrestre

di F.M.
Calano gli investimenti in advertising nel primo trimestre sul mercato italiano. In controtendenza solo quelli su Internet, sul Dtt e le direct mail. A dirlo l’ultima rilevazione di Nielsen secondo cui il calo complessivo del 3,2% è da addebitarsi alla “ripresa ancora lenta in molti paesi europei, l’inflazione che importiamo dai paesi emergenti e che riguarda specialmente i beni alimentari, l’indice di fiducia e i consumi bassi”. Nel periodo gennaio-marzo 2011 le variazioni sono negative per quasi tutti i mezzi ad eccezione di internet (+14,9%) e direct mail (+1,0%) che proseguono sulla scia positiva del 2010 e delle emittenti trasmesse in digitale terrestre.

A livello di settori, si fa sentire il calo degli investimenti da parte delle aziende del largo consumo che avevano sostenuto la ripresa nel 2010 ed in particolare di alimentari (-10,0%) e bevande (-12,3%).
“Nella restante parte dell’anno la situazione dovrebbe leggermente migliorare – prevedono gli esperti di Nielsen - grazie anche alla crescente diffusione delle emittenti televisive digitali, che stanno ottenendo ottimi risultati in termini di raccolta pubblicitaria”.

Nel dettaglio la Tv televisione, considerando anche i marchi sky e fox e le tv digitali rilevate da Nielsen, chiude il primo trimestre con un calo del -2,9%, con una raccolta complessiva di poco superiore a 1,2 miliardi di euro. Continua a soffrire la stampa, ma a differenza dello scorso anno, nel primo trimestre il calo penalizza più i quotidiani (-4,6%) che i periodici (-2,1%). In calo anche la radio (-5,0%). Infine variazioni particolarmente negative per tutta l’esterna in questo primo scorcio dell’anno (-25,1%).

Come detto è il largo consumo il macro settore che ha diminuito maggiormente la spesa pubblicitaria in questi mesi. Da una parte il confronto con un 2010 particolarmente positivo, dall’altra gli aumenti di grano e alimentari di base, hanno indotto le aziende a ridurre i budget almeno nella prima parte dell’anno. Forte contrazione anche per le aziende del settore finanza e assicurazioni (-25,0%) e delle telecomunicazioni (-6,7%), mentre tra i settori principali crescono solo automobili (+6,9%) e abbigliamento (+1,2%).

16 Maggio 2011