Facebook, incontro segreto con le banche in vista dell'Ipo

SOCIAL NETWORK

Tempi e condizioni dell'offerta discussi durante un meeting che ha visto presenti più istituti di credito. All'ordine del giorno anche lo sviluppo di nuovi servizi in grado di attirare gli investimenti

di Patrizia Licata
Facebook sta pensando seriamente all’Ipo, ma anche a come potenziare i servizi che offre ai suoi utenti. Executive del social network si sarebbero incontrati con alcune banche lo scorso aprile per discutere termini, tempi e condizioni per un’offerta pubblica iniziale che appare sempre più vicina, secondo quanto rivela oggi il sito americano Cnbc.

Il colosso del social networking avrebbe chiesto alle banche anche quali altri servizi possono offrire a Facebook oltre alla sottoscrizione dell’Ipo, come accesso a investitori, servizi per i membri di Facebook e contatti con potenziali partner per portare ancora nuovi servizi agli utenti finali del sito.

Ma mentre Facebook si prepara a diventare, forse, un colosso in Borsa, già si è imposta come uno dei motori della creazione di occupazione negli Stati Uniti: la società di Mark Zuckerberg impiega circa 2.000 persone e ha accresciuto di circa il 50% l’anno la sua forza lavoro dalla fondazione, nel 2004, secondo quanto ha fatto sapere un portavoce della stessa Facebook.

Ancora più significativo l’indotto legato a questa azienda, che va dagli sviluppatori di app agli analisti di dati, ai pubblicitari, agli addetti stampa e agli esperti di social media che hanno trovato lavoro proprio ai margini del successo di Facebook. Gli sviluppatori di applicazioni per Facebook, ad esempio, sono oltre un milione, secondo l’azienda di Zuckerberg, anche se nessuno lavora direttamente per lui.

Da luglio 2009 – due anni dopo che Facebook ha reso pubbliche le sue Api – le offerte di lavoro che avevano "Facebook" come parola chiave si sono moltiplicate del 245% sull’aggregatore di annunci SimplyHired. Ad alimentare la crescita della forza lavoro che gravita intorno a Facebook ci sono anche i 2,5 milioni di siti Internet integrati con il social network, che hanno bisogno di manager di pagine Internet, esperti di social media e web designer. Anche colossi tecnologici come Apple, Rim e Nokia hanno ormai dei team che si occupano della loro integrazione con Facebook.

"Ci sono migliaia di persone impiegate solo nello sviluppo”, afferma Justin Smith, fondatore di Inside Network, società di market research che si occupa di social gaming, Facebook app e beni virtuali.

Ovviamente quantificare questo indotto e la sua futura crescita non è facile e in alcuni casi il ruolo di Facebook è molto indiretto, per quanto fondamentale: il boom dell’industria del social gaming ne è un esempio. L’anno scorso 23 milioni di utenti hanno giocato su Facebook e altri siti di social networking almeno una volta al mese, secondo eMarketer, e i primi 375 games su Facebook contano almeno 100.000 utenti attivi al mese. Facebook è la piattaforma che ospita questi social games e ne alimenta il successo, ma, certamente, le migliaia di persone che lavorano per disegnare i giochi non sono dipendenti di Facebook.

18 Maggio 2011