Il debutto di Linkedin sbaraglia Wall Street

L'IPO

Al suo sbarco in Borsa la società viaggia con guadagni di circa il 90% attestandosi a quota 85,36 dollari. Ma gli analisti temono il rischio bolla

di Federica Meta
Debutta con grande successo Linkedin Corp che a Wall Street viaggia a velocità impressionante con guadagni di circa il 90% attestandosi a quota 85,36 dollari. Il prezzo dei titoli della società che gestisce un social network dedicato ai professionisti in Ipo era di 45 dollari e non più di due giorni fa la società aveva aumentato il range del prezzo della sua Ipo del 30%. A due giorni dello sbarco in Borsa delle azioni del social network, Linkedin, infatti ha potenziato la gamma della proposta in un range tra i 42/ 45 dollari per azione da quella precedentemente indicata che era compresa tra i 32 e i 35 dollari per azione.

A 45 dollari per azione, la capitalizzazione dell’azienda raggiunge quota 4,25 miliardi di dollari, e potrebbe fruttare a Linkedin oltre 350 milioni di dollari.
Dopo aver riportato perdite dal 2007 al 2009 , nel 2010, la società ha registrato un utile di 15,4 milioni di dollari su vendite pari a 243 milioni di dollari. Fino alla primavera 2009, stimava in 2,32 dollari il prezzo delle proprie azioni. Le entrate del sito provengono principalmente dalla vendita di software per il marketing, la gestione risorse umane, la pubblicità online e le sottoscrizioni premium.

Uno dei maggiori rischi per gli investitori – avvertono però gli analisti - è la scommessa sulla progressione di crescita di Linkedin, che nel 2011 non dovrebbe chiudere l'anno con profitti di rilievo: se è infatti innegabile la crescita delle entrate nette di oltre il 100% dal 2009 al 2010, lo è altrettanto il fatto che nel primo trimestre del 2011 i conti hanno registrato un pareggio e nessuna crescita degli utili.

Nella parte dedicata “fattori di rischio” del prospetto per gli investitori, Linkedin ha sottolineato che il resto dell'anno potrebbe andare anche peggio: "La nostra filosofia è quella di continuare a investire per la crescita futura e di conseguenza non ci aspettiamo di essere redditizi nel 2011 ", spiega il documento. L'altro rischio – che interessa le web company fin dalla loro nascita – è la capacità della Rete di fare da veicolo a servizi nuovi a costi più bassi, un po’ come accadde a MySpace, fatto fuori dallo strepitoso successo di Facebook.

Questo scenario spiega il perché tra gli analisti serpeggia il timore di un’altra bolla tecnologica. Timore non del tutto infondato se si analizza anche quanto accaduto a Renren. Il “cugino” cinese di Facebook la scorsa settimana ha fatto il suo ingresso a Wall Street con una valutazione pari a 5,5 miliardi di dollari ( oltre 70 volte i ricavi registrati nel 2010): dopo il balzo da 14 a 22 dollari per azione (+57%), il titolo è tornato ai livelli con una perdita di decine di milioni di dollari.

19 Maggio 2011