Confindustria: 'Un action plan per rilanciare il Paese'

GIORNATA DELL'INNOVAZIONE

L'Associazione degli imprenditori chiede tempi certi, strumenti efficaci e una PA efficiente per agganciare il treno della ripresa economica

di Federica Meta
La crisi e l’innovazione. O meglio l’innovazione per uscire dalla crisi. È stato questo il grande tema della Giornata dell’Innovazione che si è tenuta oggi presso l’Auditorium di Confindustria a Roma. Un’occasione, quella odierna, che ha permesso all’associazione guidata da Emma Marcegaglia di annunciare la strategia scelta per contribuire a rilanciare il sistema paese e agganciare la ripresa.
“L’innovazione è sempre una grande opportunità da cogliere e lo è più che mai nella congiuntura economica attuale – ha precisato il presidente di Confindustria -. Ma riconoscerne la necessità non basta: quello che serve all’Italia è un action plan sulla ricerca e lo sviluppo che superi le frammentazioni che affliggono il settore”. Il punto da cui partire per questo piano d’azione è il nuovo Programma nazionale di ricerca (Pnr) che il Miur si appresta a varare per il 2009-2013. “Quello dovrà essere il punto di riferimento per tutto il nostro plan - ha proseguito -. Un grande piano che per funzionare ha bisogno di definire obiettivi monitorabili da raggiungere con strumenti flessibili e con una tempistica di breve termine”.


Ma per saltare sul treno delle modernizzazione l’impresa non può fare tutto da sola, serve soprattutto una Pubblica amministrazione snella ed efficiente che supporti il sistema produttivo. “In questo senso giudichiamo molto positivamente il lavoro intrapreso dal ministro per la PA e Innovazione, Renato, Brunetta, per trasformare l’amministrazione italiana - ha concluso il presidente -. Con un action plan definito e una PA efficiente si potrà finalmente fare sistema sull’innovazione, mettendo a fattor comune tutte quelle esperienze innovative che in Italia certo non mancano”.
Pubblico e privato insieme dunque per agganciare la ripresa. Ne è convinto anche Pier Carlo Padoan vice-segretario generale dell’Ocse. “Il sostegno pubblico al sistema produttivo è fondamentale – ha puntualizzato Padoan -. In questa prospettiva l’Ocse sta lavorando a nuove linee guida per l’innovazione che ciascun governo potrà adattare alle sue esigenze, che riconoscono proprio il fattore abilitante rappresentato dai fondi pubblici”. Fondi pubblici che, però, devono essere “spesi” in un contesto dove anche le altre politiche economiche funzionino, a partire dal sistema fiscale e dalle regole della concorrenza. “Solo in questo modo si incrementerà la domanda di innovazione dei consumatori, ma anche degli attori pubblici che è determinate in ogni settore produttivo – ha proseguito Padoan -. Serve poi incentivare i mercati globali della conoscenza e della ricerca”.

Anche Diana Bracco, presidente del Progetto Speciale “Ricerca e Innovazione” di Confindustria ha focalizzato l’attenzione sull’importanza della ricerca, soprattutto quella delle piccole e medie imprese, a cui spesso non viene riconosciuta la capacità di innovare. “Invece le Pmi rappresentano una realtà in grado di innovare davvero – ci tiene a precisare la Bracco -. Quello che serve, soprattutto alle piccole imprese, è mettere a disposizione nuovi fondi tra quelli Pon, quelli disponibili della Cassa Depositi e Prestiti e, sopratutto quelle provenienti dagli automatismi”. La Bracco si riferisce la credito d’imposta che è “ossigeno per la sopravvivenza delle imprese”. Per quanto riguarda, invece, i progetti messi in campo da Confindustria la Bracco ricorda il progetto Sud-Nord. “È un esempio di come mettere a sistema l’innovazione italiana – spiega – attraverso la collaborazione di centro di ricerca e università e impresa su progetti abilitanti come l’Ict, la sostenibilità ambientale e l’automotive”.

Il quadro dipinto dai vertici di Confindustria è chiaro: un grande progetto paese per l’innovazione e un efficiente ripartizione delle risorse. E, su tutto, una PA che funzioni a supportare i processi amministrativi utili alle imprese, puntando sui processi di automazione e di e-gov.
“Il mio obiettivo è quello di automatizzare l’amministrazione entro il 2012 – ha promesso il ministro Brunetta -. A comuniciare da settori abilitanti quali la sanità, la scuola e la giustizia dove la connettività e le tecnologie sono presenti, ma mancano i servizi innovativi. Per questo metteremo in moto processi che rendano la scuola digitale, la giustizia automatizzata e la sanità elettronica”.
A conclusione del suo intervento il ministro ha annunciato anche il lancio della Posta elettronica certificata. “Dall’autunno, in via sperimentali, tutti gli interlocutori dell’Inps verranno dotati di una casella elettronica – ha annunciato Brunetta -. Da gennaio, invece, tutti cittadini e imprese verranno messi nella condizione di interloquire con la PA tramite la mail certificata”.

09 Giugno 2009