A Roma e Venezia i processi si fanno in rete

GIUSTIZIA DIGITALE

A partire da luglio il tribunale della città lagunare utlizzerà le notifiche telematiche nel processo civile di II° grando. A Roma verranno resi disponibili in Rete i dati pubblici dei procedimenti. così come previsto dal Cad.

di Federica Meta

Trasformare la Giustizia in un’eccellenza digitale per semplificare la vita e garantire il diritto dei cittadini. È questo l’obiettivo che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e quello della PA e Innovazione, Renato Brunetta, si sono preposti di raggiungere entro il 2011. L’occasione per presentare lo stato di avanzamento dei progetti di giustizia digitale previsti nel protocollo firmato tra i due ministeri lo scorso novembre, e poi ribaditi nel piano E-gov 2012, è stata la conferenza stampa tenutasi questa mattina a Palazzo Chigi.

“Lo stato di avanzamento dei progetti è buono per l’utilizzo di notificazione telematiche,e rilascio telematico dei certificati giudiziari con percentuali che si attestano attorno al 40% - ha annunciato Brunetta -. Mentre la percentuale scende al 20% circa per la trasmissione telematica delle notizie di reato e l’accesso pubblico via Internet alle sentenze. Lo scarto, tra l’altro ampiamente previsto, si spiega con la maggiore difficoltà burocratica che attiene al secondo gruppo di progetti”.

Il titolare di Palazzo Vidoni ha poi annunciato altri due progetti specifici per i tribunali di Venezia e Milano “che diventeranno un modello per tutti gli altri vista la rapidità di implementazione e il basso costo che no supera i 150mila euro”, ha precisato Brunetta.

“Per quanto riguarda il tribunale di Venezia a partire da luglio verrà avviata la sperimentazione della notifica telematica nel processo civile di II° grado – ha spiegato il ministro della PA e Innovazione -. Oggi le notifiche sono trasmesse in forma cartacea e i tempi di trasmissione sono troppo lunghi. Grazie a questo progetto, invece, si ridurrà la durata di tutto il procedimento giudiziario”. Inoltre la Corte d’Appello verrà “messa in rete”, ovvero verranno resi disponibili online i dati pubblici dei procedimenti, in attuazione del Cad, consentendo l’accesso telematico agli avvocati.

A Roma il tribunale (che è il più grande d’Italia), ancora a partire da luglio, l’Ufficio copie del Gip renderà disponibili i documenti elettronici in formato aperto che consenta la ricerca su testo libero e l’indicizzazione dinamica. Inoltre sarà possibile il download delle copie via Rete a partire da dicembre 2009.

La sperimentazione ha ricevuto il benestare anche della Camera Penale di Roma che, in una nota fa sapere che “il progetto recepisce tutte le proposte di sviluppo e di innovazione avanzate dalla Camera stessa”.

Il ministro della Giustizia Alfano ha invece ricordato come la riforma della Giustizia passi anche dal miglioramento organizzativo e dall’implementazione di nuove tecnologie. “In questo senso va letta anche la riforma del Codice di procedura penale che ora giace al Senato – ha annunciato Alfano -. Le novità riguardano l’utilizzo delle Pec e di Internet come canali di comunicazione nel procedimento penale”.

 

10 Giugno 2009